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forzaroma news as roma Calafiori: “Alla Roma fuori rosa con un SMS. Penso di aver deluso Mourinho”

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Calafiori: “Alla Roma fuori rosa con un SMS. Penso di aver deluso Mourinho”

Redazione
Le parole dell'ex giallorosso: "Mi chiedevo se il mio destino fosse nelle Serie minori, però ero fiducioso. Con Bove adesso siamo vicini di casa"

Riccardo Calafiori, difensore dell'Arsenal ed ex Roma, ha rilasciato una lunga intervista a Sportweek. Il centrale della Nazionale ha parlato anche dei passi principali della sua carriera, compreso l'addio alla Roma e cosa accadde dopo. Ecco le sue parole.

Per ora, qual è la più grande soddisfazione della tua carriera?"Quando ero alla Roma ho comprato casa ai miei genitori. In 23 anni ho ricevuto davvero più complimenti come persona che come calciatore: il merito è loro, mi sembrava giusto ripagarli".

Dopo la firma con la Roma, Mourinho postò un video mentre studiava il tuo profilo al Pc. Pochi mesi più tardi, dopo la sconfitta per 6-1 contro il Bodo Glimt, ti definì inadeguato per il livello della squadra. A 19 anni ti sei ritrovato sulle montagne russe."Pazzesco. Avevo staccato il telefono per un paio d'ore e, quando l'ho acceso, avevo 300 notifiche da leggere. La gente mi inviava il video con le mie statistiche pubblicato da Mou. Ero contentissimo, poi probabilmente l'ho deluso e dopo il Bodo è cambiato tutto. Doveva andare così, è stata una batosta ma mi ha aiutato a crescere".

Così sei finito al Genoa. Federico Marchetti ha raccontato alla Gazzetta che l'allenatore Blessin ti trattava male e ti chiamava "italian bastard"."Io tendo sempre a giustificare i comportamenti degli altri e sicuramente ho sbagliato qualcosa. Anche a distanza di anni, però, non ho sensazioni positive su di lui. Il Genoa retrocesse e noi litigammo: penso che, anche se mi avesse fatto giocare un po' di più, la mia carriera non sarebbe cambiata".

Finita quell'esperienza, Calafiori era sparito dai radar."Avevo l'autostima sotto i piedi. Sono tornato alla Roma e ho appreso da un Sms che ero fuori rosa. Mi chiedevo se il mio destino fosse nelle Serie minori, però ero fiducioso: non ho mai sognato di essere un calciatore normale, volevo lavorare per arrivare dove sono ora".

Ti sei mai sentito incompreso dalla Serie A?"Con Roma e Genoa non è andata bene, ma me ne sono fatto una ragione, perché ero davvero molto giovane. La scelta di ripartire dal Basilea è stata perfetta, appena sono arrivato lì ho capito che era il posto giusto per me: i compagni non si vedevano fuori dal campo, in città c'era poco da fare. Era il contesto ideale per trovare continuità e maturare in fretta. Tornato in Italia, penso di essermi riscattato con il Bologna".

Amici: di recente Edoardo Bove è ripartito dal Watford. Vi vedete spesso?"Abitiamo nello stesso palazzo. I centri sportivi di Arsenal e Watford sono adiacenti, quindi Edo ha cercato casa nella mia stessa zona. Credo sia destino: una vita insieme nelle giovanili della Roma, ora vicini di casa a Londra. Qualche giorno fa l'ho abbracciato e ho toccato il defibrillatore sottocutaneo, mi ha fatto un po' strano. Invece, lui è sereno e ha voglia di spaccare il mondo. Sono contento per Edo".

L'anno scorso siete andati insieme a Wimbledon per salutare Cobolli."Abbiamo giocato tutti e tre insieme nelle giovanili della Roma. Io terzino a sinistra, Cobolli a destra. Edoardo ha continuato a frequentarlo anche dopo che Flavio ha scelto di dedicarsi esclusivamente al tennis e, lo scorso anno, era praticamente diventato un componente del suo staff. È stato davvero bello ritrovarci, ci conosciamo da quando siamo bambini".