Cagni: “Roma troppo nervosa e in ritardo di condizione. Difesa a 3? Rosa non adatta”

L’ex allenatore di Empoli e Sampdoria ha analizzato le prime partite dei giallorossi: “Mi sembra che siano un po’ corti in difesa”

di Redazione, @forzaroma

Con il campionato in pausa per le nazionali c’è stato il tempo per analizzare questo primo ciclo della Roma composto da quattro partite. L’eliminazione dalla Champions subita contro il Porto ha stupito molto, soprattutto per come è arrivata. “I giallorossi secondo me dietro sono un po’ corti, questo è uscito dalle prime partite”. A parlare è Luigi Cagni, ex allenatore di Empoli e Samp, che ai microfoni di Rete Sport si è detto sorpreso in particolare dall’atteggiamento mostrato dalla squadra di Spalletti.

“Non pensavo che la Roma mostrasse così tanto nervosismo, anche nella figura dell’allenatore – ha detto Cagni a tre giorni dalla sfida dell’Olimpico contro la Sampdoria -. Non me lo aspettavo, ma Spalletti è comunque un grande allenatore. Giampaolo? E’ un tecnico esperto che ha avuto alti e bassi ma è nel posto giusto al momento giusto. Deve solo consolidarsi, ha in mano una squadra totalmente nuova, anche se hanno fatto 6 punti devono mettere a posto qualcosa. Sarà una partita difficile. Difesa a tre? Cambia molto, il 3-4-3 è pericolosissimo e non so la Roma lo può fare, l’alternativa è il 3-5-2 ma in questo caso cambia tutto in avanti. Per essere una squadra che deve fare tre competizioni mi sembra un po’ corta dietro, Manolas e Vermaelen sono ottimi anche se non hanno fatto bene in questi primi match. La Roma tuttavia non penso abbia i calciatori adatti per giocare con la difesa a tre. La delusione non è stata tecnica, ma per la condizione fisica che è stata determinante. La Roma era in ritardo anche perché la Serie A comincia troppo tardi rispetto agli altri campionati, con tante squadre che arrivano ai preliminari magari con già due partite nelle gambe. Florenzi? Lo usi da jolly, magari neanche lui sa rispondere se gli si chiede quale ruolo gli piaccia di più”.

Cagni conclude con una chiosa su uno degli argomenti del giorno, ovvero la progessiva mancanza di veri e propri numeri 10: “Io credo che invece ce ne siano, Dybala, Saponara, Totti, Zielinski anche può essere un numero 10. Sono cambiati i sistemi di gioco, quel tipo di giocatore ora è nascosto come caratteristiche. Perotti anche potrebbe svolgere quel ruolo. Certo, adesso il calcio si basa tantissimo sull’atletismo. Ora il calcio è globale, anche le punte devono aiutare in difesa”.

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