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Cagliari, Pisacane: “L’attacco della Roma aveva qualcosa in più rispetto all’andata”

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Le sue parole: "Oggi la Roma aveva un attaccante vero e proprio, nella partita precedente invece aveva Baldanzi in quel ruolo"
Redazione

Fabio Pisacane ha parlato ai microfoni di SkySport al termine del match perso contro la Roma. Queste le sue parole:

Solo questione di differenza di categorie o potevate fare qualcosa di più? "Quando si perde si può fare sempre qualcosa in più, è inevitabile. Come avevo detto in conferenza, è difficile dire che la Roma è in emergenza quando poi anche chi subentra è un plus. Penso solo all'attacco della partita d'andata: questa sera sicuramente la Roma aveva qualcosa in più, anche come caratteristiche. Oggi la Roma aveva un attaccante vero e proprio, nella partita d'andata invece aveva Baldanzi in quel ruolo. Potevamo fare qualcosa in più, a partire da me. Mi dispiace perché le poche occasioni che abbiamo avuto potevamo gestirle meglio, ma abbiamo sbagliato tanti palloni e c'era tanta imprecisione. La squadra non ha fatto una partita brillante".

Quale è la soluzione quando loro vengono a prendere uomo su uomo? "Abbiamo lavorato per non giocare sull'uomo marcato subito, poi ovviamente anche in spazi aperti hanno un motore dove coprono bene la profondità. Non è giusto verso i miei ragazzi dire che ci sia una categoria di differenza, ma ovviamente se la Roma lotta per certi obiettivi ci sarà un motivo...".

Pensava di poter essere così bravo a fare l'allenatore da subito? "La strada è lunga, ho iniziato stamattina e devo dimostrare tantissimo. Sicuramente mi aspettavo di avere l'applicazione, la fame e l'ambizione che avevo da calciatore e che mi ha portato a fare una discreta carriera. Anche non avendo mezzi per poter fare la Serie A, ci sono arrivato. Cerco di trasmetterlo ai ragazzi, poi vanno loro in campo. Se oggi ricevo questi complimenti il merito è loro".

Palestra è un giocatore sereno, come lei è stato definito da Angelozzi? "Ringrazio Angelozzi, ma penso che alla fine anche se non traspare anche io ho le mie debolezze. La paura è un sentimento che parla la lingua dei vincenti, ti permette di avere rispetto verso gli altri e di non sentirti mai arrivato. Una sana paura fa la differenza nella mia situazione. Palestra in questo momento è un ragazzo che faccio fatica a descrivere con aggettivi per quello che sta facendo vedere e che sta dimostrando. Non mi sento di dire se sia pronto per la Nazionale o meno, spetta a Gattuso che sicuramente ha più esperienza di me e ha uno staff da cui farsi consigliare. Le sue prestazioni, comunque, sono sotto gli occhi di tutti".

Quale è il legame con i tifosi sardi? "Ho imparato, in questi anni, a conoscere il sardo: so quello che vuole, che ti dà rispetto e verità ma ti chiede coerenza. Richiamo i tifosi perché abbiamo bisogno di loro e speriamo di avere sempre il loro supporto, è l'unico elemento insostituibile del Cagliari".

PISACANE A DAZN

Cos'è mancato oggi rispetto al solito? "Potevamo fare meglio palla al piede, abbiamo avuto frenesia. Non è stata una partita brillante, davanti avevamo la Roma e giocavamo in uno stadio importante. Credo che la squadra abbia lasciato tutto in campo al netto delle difficoltà. Già da domani vogliamo migliorare".

Perché Gaetano spostato davanti alla difesa? "Penso che possa giocare lì, ha personalità per smarcarsi e giocare sotto pressione. È un ruolo diverso soprattutto difensivamente ma il ragazzo è predisposto per stare lì".

Come sta gestendo il gruppo a livello psicologico? "Sicuramente mettendo sul tavolo la mia piccola esperienza in Serie A. So che è infida, una squadra che con tanti giovani può esaltarsi e con lo staff dobbiamo essere bravi a controllarlo. Al netto della difficoltà, più per merito della Roma che demeriti nostri, nel terzo di campo difensivo abbiamo lasciato tutto in campo".

Dossena su Malen che non giocava da 1 anno, come se l'è cavata? "Prima gioca e meglio è per lui. Già il fatto di aver tenuto tutta la partita è un segnale di incoraggiamento. Sono contento perché era facile, ha lavorato contro un attaccante forte".

PISACANE IN CONFERENZA STAMPA

Quanto è stata forte la Roma e quanto ha sbagliato il Cagliari? È mancato qualcosa negli ultimi metri. "Quando si perde è perché qualcosa non ha funzionato. Stasera non una prestazione brillantissima, soprattutto nel primo tempo in cui siamo stati imprecisi e frenetici, soprattutto nel venire fuori dalla pressione. Anche per merito della Roma che ce l'ha complicato".

Su Dossena e la difesa. "Alberto non giocava da 11 mesi. Prima gioca e prima può trovare la condizione che gli permetterà di dare il suo contributo. Quando prende due gol la difesa va dietro la lavagna, ma davanti c'era la Roma che al netto dell'emergenza poteva far valere un attaccante come Malen rispetto a Baldanzi che aveva all'andata. La Roma ci ha complicato le cose, da domani cercheremo di migliorare e ottimizzare".

Le tre vittoria hanno riempito un po' la pancia? "Il calcio è bello perché ognuno esprime il suo parere, ma resta l'opinione di un singolo. Posso garantire che la squadra è venuta a Roma con uno stato d'animo come se nelle ultime tre avesse fatto un punto. Davanti però c'era la Roma. A partire da me abbiamo sbagliato delle cose, la differenza però l'hanno fatta i singoli. La Roma è partita fortissima, va dato merito agli avversari che volevano tornare alla vittoria".

Come mai è mancata questa lucidità? "La questione è tecnica, inutile girarci intorno, la velocità di esecuzione e di pensiero, contro una squadra che ti viene a prendere uomo su uomo. Quando giochi contro la Roma devi pensare a cosa puoi fare nelle tue reali possibilità, altrimenti diventi presuntuoso ed è un errore che non devi commettere. Nelle partite passate abbiamo sfruttato meglio le ripartenze. Stasera faccio fatica a trovare azioni in cui potevamo tirare prima e abbiamo sbagliato la scelta nell'ultimo terzo di campo. Ma alla base di tutto c'è la questione tecnica".

Lei sta adottando delle contromisure per proteggere Palestra a livello mediatico? "No, sto cercando di gestire i momenti di esaltazione e quelli di 'depressione'. Questa è una generazione che si esalta e si deprime per niente. Ma Marco è un ragazzo molto centrato, ha una famiglia alle spalle che sa gestire meglio di me certe cose. Io do il mio contributo al campo insieme al mio staff. Quello che si fa per gli altri giovani".

Cosa sta dando lei al Cagliari e cosa le sta dando il Cagliari? "A me sta dando tanto, mi ha permesso di allenare subito in Serie A. Questa è un'opportunità enorme ma anche una responsabilità verso la città. La salvezza non deve essere una sensazione, ma un obiettivo da raggiungere partita dopo partita. Io sto dando serietà, professionalità, con lo staff stiamo cercando di portare a termine questa missione. Ai nastri di partenza c'era tanto scetticismo, mi piace vedere alla fine cosa potrò dire, anche cose più sentite e profonde".