Brozzi: “A questa Roma manca il motore, non chi la guida. E’ un problema atletico e fisico”

“Tornassero ad allenarsi con una preparazione che sia più per il calcio piuttosto che proveniente da altri sport e vedrete che poi Florenzi tornerà a correre e volare sulla fascia” ha dichiarato l’ex medico sociale della Roma

di Jacopo Aliprandi, @JacopoAliprandi

Questa mattina allo Stadio Olimpico Vincent Candela ha presentato in conferenza stampa il suo evento di beneficenza, “Voi siete Leggenda”. Per l’occasione presente anche l’ex medico sociale della Roma, Mario Brozzi, che ha rilasciato una breve intervista al termine dell’evento in cui ha risposto alle domande dei cronisti presenti, tra cui quello di Forzaroma.info. Queste le sue parole:

La Roma le è rimasta nel cuore, dispiace vederla così in questo momento di crisi.
Mi dispiace tantissimo perché, come non ho mai nascosto, io da bambino sognavo esattamente di diventare il medico della Roma. Il secondo amore che ho avuto dopo mia madre forse è stata la Roma. Vederla così dispiace a tutti, ma la Roma è la Roma. Anche se in autunno molti alberi tendono ad appassirsi, dentro di loro hanno quella vitalità che poi li fanno sempre rifiorire. Io auguro a questa squadra ad impronta autunnale che presto torni a rigermogliare i semi di una nuova Roma, di quello che sarà poi lo spirito societario, del presidente, dei dirigenti, che si possano confare ad una città, ad una squadra ed un popolo che io considero eletto, che possa ritornare verso quella terra promessa che si chiama vittoria.

Per favorire la rifioritura bisogna amputare i rami secchi. Nella Roma sono individuati in particolare in Garcia. Lei è d’accordo con un eventuale esonero?
Lo considero uno dei migliori che abbia mai visto giocare. In genere con l’andare degli anni si diventa sempre più sapienti, non credo che sia il mister il problema. Piuttosto vedo una squadra che non ha la condizione fisica per poter supportare un certo gioco. Noi possiamo anche prendercela con Vettel e cacciarlo via perché non mette il muso davanti alle Mercedes, ma dubito che cacciandolo via la Ferrari arrivi prima se non le diamo un motore adeguato. Ecco, credo che oggi a questa Roma manchi il motore, non manca chi la guida.

Quindi secondo lei è un problema atletico e fisico?
Penso proprio di sì. Quando vedo un giocatore al 70esimo che sta con le mani sulle ginocchia invece che levate al cielo davanti ad una curva, credo che la mancanza sia la forza, non certo la volontà. Nessun calciatore gioca per perdere, né tantomeno per cacciare un allenatore. Dimenticatevi queste leggende, un calciatore perde se non ha la forza per vincere. E se non ha la forza per vincere allora mettiamoci al lavoro perché gliela diamo. Questo è quello che si deve fare, stringendosi attorno alla squadra ognuno facendo il suo per l’amore di questa Roma, mettendo da parte egoismi, gelosie, invidie, collere e quant’altro. La Roma di tutto ha bisogno tranne di questo. Tornassero ad allenarsi con una preparazione che sia più per il calcio piuttosto che proveniente da altri sport e vedrete che poi Florenzi tornerà a correre e volare sulla fascia. Vederlo oggi ansimare sulla fascia mi pena il cuore e probabilmente non mi farà gustare a pieno il panettone a Natale.

Lei da medico è d’accordo con la sosta natalizia? È il momento ideale dell’anno per far fermare i giocatori oppure sarebbe più indicato farla alla fine di gennaio?
Per una sosta non c’è mai tempo. In Italia noi ci riposiamo il giorno dopo la partita, in Olanda si riposano il secondo giorno dopo la partita perché la crisi dell’acido lattico è di 48h. Il calcio è un equilibrio molto sottile, dove il calciatore è un diamante fatto di tante sfaccettature. Il calciatore ha bisogno di una sola cosa: l’entusiasmo. Per darglielo si deve divertire, per potersi divertire deve avere tutte le carte in tavola perché questo possa avvenire. Si deve vedere bene allenato, con una società forte alle spalle, con un medico pronto a curarlo se sta male. Quindi non i 3 o 4 mesi di Totti, gli anni di Strootman e quant’altro. C’è bisogno di tutta quella costituzione che dia serenità alla persona di sapere che in quel momento si trova al posto giusto nel momento giusto, ma soprattutto con un giusto fine: vincere. Perché nello sport se la palla prende il palo e va fuori è tutto un altro filmato.

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