Brividi e polemiche, il nuovo Zeman ha fermato il tempo

di Redazione, @forzaroma

(Ansa) – Non e’ cambiato. Tredici anni lontano dalla Capitale e dal calcio che conta non ne hanno mutato espressione, dialettica, convinzioni. Zdenek Zeman e’ tornato, come e piu’ di prima. E’ bastata una partita, la prima di campionato della sua Roma contro il Catania, per riaprire il luna park ‘Zemanlandia‘, contraddistinto da luci intermittenti e ombre che si allungano nello spazio e nel tempo. E che, rispetto al passato, non sono piu’ avvolte dal fumo delle sigarette che il boemo consumava in panchina. Il divieto di portare le ‘bionde’ nell’area tecnica rappresenta per Zeman l’unico punto di rottura con la precedente esperienza in giallorosso.

 

Il pareggio per 2-2 col Catania ha infatti riproposto immediatamente vizi e virtu’ del modo di intendere il calcio da parte del tecnico romanista. Le reti segnate dagli ospiti, innanzitutto, sono state frutto di amnesie difensive ed errate decisioni arbitrali che hanno innescato le prime lamentele di Zeman, pronto a criticare la propria squadra quando sbaglia ”ma anche gli arbitri”. ”Per me e’ normale e non si fa niente di strano a dire se c’e’ un fuorigioco o un fallo di mano, che poi sono episodi che decidono spesso le partite – le parole del boemo dopo la partita – Io non la penso come Nicchi che non si puo’ parlare degli arbitri”. Tanti saluti quindi alla politica sposata la scorsa stagione dalla societa’ che, con Luis Enrique, aveva imposto a tutti (dirigenti e giocatori compresi) il silenzio su moviole ed episodi arbitrali. Chiudere la bocca a Zeman, senza peraltro l’aiuto delle sigarette, e’ decisamente piu’ complicato.

 

E a Trigoria se ne sono subito resi conto visto che il boemo, non appena e’ stato stuzzicato sulle vicende in casa Juventus, non ha certo faticato a rispondere con stilettate e battute taglienti. La ‘Vecchia Signora’, d’altronde, per Zeman e’ diventata nel corso degli anni anche una vecchia nemica da fronteggiare sia in campo che fuori. Le ultime dichiarazioni sulla squalifica per 10 mesi del tecnico bianconero Conte (”penso che un allenatore che sta tanto fuori e che non puo’ andare la domenica in panchina dovrebbe tirarsi fuori, io mi autosospenderei”) hanno poi certificato un’antipatia reciproca che alimentera’ certamente l’intera stagione.

 

Stagione che domenica prossima mettera’ subito la Roma di fronte all’insidiosa trasferta di San Siro contro l’Inter. Per la sfida ai nerazzurri degli ex Stramaccioni e Cassano non dovrebbe mancare Francesco Totti. Il capitano, a distanza di 24 ore dal colpo ricevuto alla caviglia sinistra (la stessa operata nel 2006) che lo ha costretto a uscire zoppicando dall’Olimpico, non si e’ sottoposto ad alcun accertamento strumentale anche se il dolore non e’ scomparso e domani, alla ripresa degli allenamenti a Trigoria, sara’ valutato dallo staff medico giallorosso.

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