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Bove, dall’Appio Latino a Sofia: Mourinho promuove lo studente d’Economia

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Edoardo ha proseguito gli studi ed è iscritto al corso di Laurea in Economia e Management alla Luiss.  Intelligenza che traspare in campo e pure davanti ai microfoni

Francesco Balzani

Un anno fa chi chiunque seguiva per lavoro o passione la Primavera si è annotato di sicuro un nome: quello di Edoardo Bove. In tribuna c’è chi lo paragonava a Barella. Qualche risatina di contorno, ma al primo contrasto e ripartenza calava il silenzio. Ieri il centrocampista nato all’Appio Latino ha esordito dal primo minuto con la Roma.  Quella dei grandi, che già conosceva. Ieri però l'ha trascinata sul campo infame di Sofia con un assist e tante altri ottimi spunti.  Un premio di Mourinho? Più che altro un’altra promozione dopo quella in estate quando lo Special One pose il veto su ogni richiesta di prestito per Edoardo. In lui vedeva (e vede) quelle doti che vorrebbe da un centrocampista: forza fisica, capacità di ripartenza, intelligenza tattica e senso del gol. Nato un anno dopo il terzo scudetto da papà napoletano e mamma italo-tedesca Bove è cresciuto nel cuore del capitale e ha tifato Roma già da quando aveva 5 anni. All’ombra del mito di Totti e soprattutto sulle orme di De Rossi visto anche il ruolo in campo.

Dalla Boreale a Bruno Conti e Mourinho: Bove ha convinto tutti

Bove ha mosso i primi passi in una scuola calcio di Roma nord, la Boreale Don Orione. Club storico per chi conosce la zona di Tor di Quinto. Un osservatore amico di Bruno Conti annotò il suo nome e nel 2012 proprio Marazico lo chiamò a Trigoria. “È stato strano l’inizio a Roma perché io ho fatto un solo provino, non sapevo che ne servissero due per entrare - ha ammesso recentemente Bove -. Per cui dopo il primo sono partito con la mia famiglia e mentre ero fuori mi hanno chiamato per dirmi che dovevo fare il nuovo provino. Così sono tornato con mia madre per farmi vedere di nuovo e una volta arrivato Bruno Conti mi disse che già mi avevano preso…Pare che li ho convinti con un cross”. Otto anni di trafila, senza mai un problema e con una vena realizzativa altissima per un centrocampista. Nella stagione 2017/18 ha realizzato 11 gol in 27 presenze con la selezione under 16, l’anno successivo 15 in under 17 prima del passaggio in Primavera. Qui sono “bastati” 3 gol e 5 assist in 14 partite per attirare l’interesse del Napoli, che lo aveva richiesto alla Roma nell’affare Milik, poi saltato. Fino alla chiamata di Fonseca che gli ha regalato il primo gettone in Serie A il 9 maggio 2021 nel 5-0 al Crotone.

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Laurea in vista: sul campo e fuori

Il primo a credere davvero in lui è stato però Mourinho.  Consapevole del valore del ragazzo, assistito dal procuratore Tavano, a novembre la società capitolina gli ha fatto rinnovare il contratto fino al 2024. Nel frattempo Edoardo ha proseguito gli studi ed è iscritto al corso di Laurea in Economia e Management alla Luiss.  Intelligenza che traspare in campo e pure davanti ai microfoni: “In molti mi hanno detto che ho una mentalità non da ragazzo della mia età. Al di là di ogni qualità calcistica o fisica, senza l’intelligenza non si va da nessuna parte. Ci sono tanti esempi di ragazzi che erano molto forti tecnicamente e fisicamente ma che avevano qualche difficoltà. In campo cerco di ragionare su quello che faccio. Gran parte delle giocate negli spazi stretti sono frutto dell’istinto, però se devo fare una scelta tendo a ragionare sulle cose”. Ora Mourinho ha un uomo in più in un reparto orfano di acquisti dal 2019. Dopo le ultime prestazioni, infatti, il ragazzo dell’Appio ha superato Darboe, Diawara e Villar. Anche con l'arrivo di un nuovo centrocampista difficilmente sarà lui a fare le valigie a gennaio nonostante le tante richieste in serie A anche da club di media classifica come Sassuolo o Verona. Un altro giovane rinforzo dopo Felix Afena-Gyan, un altro successo della Primavera che vola a vele spiegate anche quest'anno.