Bosz (ex allenatore Ajax): “Kluivert è speciale. Ziyech? Chiedete alla Roma perché non è arrivato”

L’ex tecnico del talento olandese: “Può giocare su entrambe le fasce, prima di giudicarlo però aspettiamo 30 partite”

di Redazione, @forzaroma

A Roma Justin Kluivert è la star del momento dopo l’ingresso bomba contro il Torino e i tifosi giallorossi sono già pazzi di lui. In attesa di vederlo nell’esordio all’Olimpico, il suo ex tecnico Peter Bosz lo ha raccontato a Teleradiostereo. Le sue parole:

E’ stato allenatore dell’Ajax nel 2016-17 ed ha allenato Justin Kluivert: cosa ne pensa?
“E’ un giocatore molto forte, con una grande tenuta mentale, con me si allenava molto, ho un ottimo ricordo di lui”.

E’ un’ala destra o sinistra?
“Lui è piccolino fisicamente, ma è bravo a calciare, molto forte tecnicamente, ma può giocare su entrambi i lati. Forse è ancora più determinante quando gioca a sinistra, perché può rientrare sul destro e calciare in porta”.

Che tipo di ragazzo è Justin Kluivert?
“Justin è un bravissimo ragazzo, è molto serio, professionale, è un giocatore splendido con cui lavorare”.

La figura del papà può aiutare il figlio?
“Sì, certamente. I genitori si sono separati molto presto, proprio per questo Justin è sempre stato molto indipendente dal papà, ha dovuto combattere ad Amsterdam, fare affidamento sulle proprie forze, per questo dico che ha un grande carattere”.

Kluivert è un assistman o un goleador?
“Può fare entrambe le cose, però è uno che è veramente bravo a calciare, può contribuire molto alle fortune della squadra con le sue giocate, sia col tiro in porta che con l’assist. Partendo da destra, sicuramente è più portato ad essere utile ai suoi compagni con passaggi decisivi, giocando a sinistra può essere pericoloso per gli avversari con i suoi tiri in porta”.

C’era un momento del mercato in cui Ziyech sembrava arrivasse alla Roma.
“Era difficile che arrivassero entrambi alla Roma, chiedete ai giallorossi perché non è arrivato. Hakim col mancino fa quello che vuole, anche ieri sera è stato determinante (gol contro la Dinamo Kiev ai playoff Champions, ndr). Sono sicuro che se fosse venuto in Italia, avrebbe avuto un ottimo impatto”.

Il calcio italiano può avere troppa pressione per un giovane del 1999?
“C’è pressione perché dopo 20 minuti avete stabilito che è già un giocatore fortissimo. Magari si potrà parlare in termini entusiastici di Justin, ma solo dopo 20-30 partite giocate. Per me Kluivert resta un giocatore speciale”.

Ha avuto modo di parlarci nell’ultimo periodo?
“No, ultimamente non l’ho sentito”.

A chi potrebbe somigliare Justin Kluivert?
“Non mi piace fare questi paragoni, ma a nessuno, perché lui ha caratteristiche uniche”.

Come mai Dolberg sta avendo tutte queste difficoltà?
“Penso che Dolberg sia un giocatore speciale, ha avuto degli infortuni che hanno pregiudicato la passata stagione. Stiamo parlando di un ragazzo che a 17 anni faceva delle grandissime giocate, ha avuto solo un passaggio a vuoto nel suo processo di crescita lo scorso anno”.

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