Basta poco

Gesti d’amore, e non atti arroganti per rimarcare la differenza tra ciò che non piace a un piccolo gruppo e i simboli di una storia condivisa da milioni di persone

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Basta poco che poi tanto poco non è. Perché Roma è una piazza difficile solo per chi non sa usare le corde giuste o per chi la trascura. Così può bastare un gesto, piccolo ma importante per il cuore di chi lo vede. Dan e Ryan Friedkin, che di stile ne hanno da vendere, lo hanno capito e oggi si sono presentati con due mascherine marchiate col vecchio logo della Roma. Quello che ha fatto la storia del club, quello per cui la Curva (e non solo) hanno intrapreso una battaglia che fino a qualche mese veniva quasi sbeffeggiata. Sembra poco, in fondo è solo un gesto. Ma come scriveva Coelho “Ogni gesto di un essere umano è sacro e pregno di conseguenze”. Gesti, e non parole. Gesti d’amore, e non atti arroganti per rimarcare la differenza tra ciò che non piace a un piccolo gruppo e i simboli di una storia condivisa da milioni di persone. Quella Roma nata nei salotti in cui veniva evitato il dialetto di Anna Magnani, in cui veniva detto che il vero “marketing”, il vero “brand” si sarebbe creato solo uscendo dal Grande Raccordo Anulare.

Nulla di più sbagliato. E i Friedkin lo hanno capito già prima di atterrare col loro aereo privato sulla capitale. D’altronde chi sta su Forbes sgama subito dove è il vero business. Eccoli quindi i piccoli, grandi gesti. Come la permanenza in una Roma da coprifuoco che si protrae da oltre tre mesi. Friedkin ha voluto stare vicino alla sua creatura. Curandola dai lividi di una passato che l’ha lasciata indebitata, confusa, allarmata e con un progetto stadio che faceva più paura che felicità. I giocatori hanno avvertito la presenza, hanno capito che l’occhio del padrone era lì senza cronometro al braccio e senza 5 tv accese. Vigile, rassicurante ma pure severo. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: primo posto virtuale in attesa di Napoli-Milan e zero sconfitte sul campo. E a proposito di portoghesi un gran gesto di coraggio è stato pure quello di credere a un Fonseca criticato, probabilmente troppo. Basta poco, basta saper ascoltare come avevano detto papà e figlio nei primi giorni. “Abbiamo intenzione di ascoltare molto e quello che abbiamo sentito finora è che i nostri tifosi vogliono 3 cose: una squadra di cui essere orgogliosi, un club che apprezzi e condivida la loro passione e una proprietà presente e onesta”. Per vincere serve anche altro, e forse servirà tempo. Ma il mattino del nuovo buongiorno ha più luce di un’aurora boreale.

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