Baldissoni: “Decisioni arbitrali non incidono sul campionato. Fare la voce grossa non serve. Qualcuno ha pagato i contromaghi” (FOTO)

di finconsadmin

(dall’inviato di ForzaRoma.info) Questa mattina alle ore 10 , presso il Circolo Canottieri Aniene, si svolge un convegno sul tema “La libertà di stampa nello sport”, organizzato dall’Unione Stampa Sportiva Italiana in collaborazione con il Centro Studi di Diritto, Economia ed Etica dello Sport.  Interverranno il presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente dell’Ordine Nazionale dei giornalisti Iacopino. In rappresentanza delle società saranno presenti il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni e il presidente della Lazio Claudio Lotito.

 

Ecco le dichiarazioni del DG della Roma

Questo tema merita approfondimento.
Libertà è un concetto impegnativo, Zaccaria ricordava l’art. 21, è un valore fondante in tutti i paesi. Come non essere a favore della libertà. Da un punto di vista filosofico è legata alla necessità. Interesse sociale, libertà, continenza. Andrei oltre alla giurisprudenza. L’uomo è condannato ad essere libero, se è libero è interamente responsabile. Responsabilità. Parliamo di libertà, ma parliamo anche di responsabilità. Se rimaniamo al profilo giuridico, ok. Più difficile lavorare a livello inferiore. Bisogna tutelare diritti e interessi. Rappresento un club che opera in un mercato doppiamente competitivo, essendo quotata. E’ legittimo tutelare informazioni, come la stampa è libera di cercare notizie. Dove lo troviamo questo equilibrio? Nella responsabilità.

 

 

Potrei citare mille episodi. Garcia ha detto di essere molto collaborativo. Perchè – dice – devo mandare le ronde per proteggere un allenamento? Non arrivo a parlare di segreto industriale, ma così si crea un danno alla società. Andando più in fondo, ci troviamo quotidianamente informazioni non corrette. La cosa può succedere, comprendiamo la difficoltà visto che noi tendiamo a proteggere le informazioni, il margine di errore è alto. Però ci sono strumenti per verificare.

 

 

E’ girata voce di discussione tra allenatore e giocatore. Ho raccomandato l’ufficio stampa che facessero attività per smentire. Il giorno dopo su un giornale importante devo leggere: polemica o caso? Con entourage che smentisce. Ma se club e giocatore smentiscono, perchè viene insinuato il dubbio?

 

Se un giornalista pensa di avere una informazione si guarda bene dal verificarla, perché se non è corretta poi è indotto a non scriverla. Presidente dell’Ussi: controlliamo!

(Ferrajolo: avviene anche il contrario, che una notizia vera venga smentita) Mi riferisco a situazioni che abbiamo subito. Ci troviamo virgolettati anonimi. Per carità, la fonte è sacra. Però se virgoletti la frase anonima, può esistere? Anche qui c’è sproporzione nei rapporti a danno dei club.

 

Viva la libertà di stampa, siamo disponibili a percorso culturale e collaborazione, ma vi chiediamo di valutare l’aspetto della responsabilità.

Lancio interrogativi: ci sono ragazzi molto giovani che seguono la Roma, per assumersi questa responsabilità, bisogna essere in grado. Questi ragazzi che percorso hanno fatto? Quale formazione? Nel loro interesse: vengono pagati? E’ un’attività seria, è un lavoro serio. Sono messi in condizione? Correttamente pagati? Correttamente formati?

Cito un ultimo episodio: a un inviato di una radio, viene chiesto quanto era interessato a Rami. Risposta: tantissimo. E perché non l’ha preso? Mistero. Lo dico e non lo dico. Perché essendo l’allenatore la quarta scelta, gli hanno preso solo Gervinho. A quel punto l’allenatore ha pensato di chiamare Rami, perché non voleva che il giocatore facesse affidamento su queste voci. Forse il discorso di assumersi le responsabilità e fare verifiche sarebbe utile a tutti.

 

(Ferrajolo: che percorso fanno i dirigenti? Non è vero quello che dici) Non voglio fare polemica. Noi siamo disponibili a collaborare. Se faccio esempi dove non è avvenuto, abbiamo subito danni, vi invitiamo a lavorare per migliorare il sistema.

 

 

A margine del Convegno Mauro Baldissoni ha risposto alle domande dei cronisti presenti:

Arriva un altro pareggio. Preoccupato?
Nessun calo, la Roma ha fatto cose straordinarie finora. Bene che noi non ce lo dimentichiamo, due pareggi non devono far cambiare l’idea, la sensazione, che questa squadra quando va in campo è in grado di vincere tutte le partite, come è successo nelle ultime due gare. Questo è il nostro compito e ciò che continueremo a fare: metterci in condizione di essere in campo per vincere la partita. E’ quello che contunueremo a fare.

Problema arbitri?
Mi riallaccio a quanto detto prima. Ci mettiamo in condizione di poter vincere le partite, dobbiamo metterci nelle condizioni di vincere tutte le partite. I risultati poi dipendono da tante cose che sono al di fuori del nsotro controllo, che possono essere la fotuna e la bravura degli avversari, il contrasto che oppongono, le decisioni arbitrali. Cose che fanno parte del gioco e che sono assolutamente fuori dal nostro controllo e di cui noi non dobbiamo preoccuparci. Se noi pensassimo che il campionato non è regolare perché gli arbitri decidono come finiscono le partite, noi non dovremmo scendere in campo. E’ evidente che non è così. Se noi invece dovessimo pensare che strillando possiamo condizionare gli arbitri faremmo un errore ancor più grave e sciocco, se facciamo una gara a chi ha la voce più grossa e i mezzi di informazione più grandi abbiamo finito anche qui di fare il nostro lavoro.

Sulla gara di ieri.
La partita di ieri la Roma meritava di vincerla e sfortunatamente non ha vinto. Continuiamo il nostro percorso come fatto dalla prima giornata, riepeto la Roma fino ad oggi ha dato dimostrazione di poter fare cose straordianrie e siamo convinti che continuerà a lavorare per poter farlo.

Si guarda al quarto posto?
Facciamo i nostri compiti per arrivare preparati, arrivare preparati vuol dire scendere in campo nella condizone di vincere, cosa che è accaduta in tutte le partite, finora anche in quelle pareggate.

Sulla sosta.
Non c’è un momento giusto o non giusto per la sosta, la squadra non ha bisogno di riporsare. Poi la sosta non è una sosta perché ci sono le nazionali che complicano sempre il lavoro di ogni squadra, perché i giocatori vanno via e tornano sapendo che lavoro hanno fatto. La sosta sarebbe positiva se fosse una sosta per lavorare insieme, non è così e quindi non è positiva.

Sull’assenza di Totti.
Tutte assenze in una società pesano, l’allenatore deve poter fare le proprie scelte secondo il momento di forma di ogni singolo giocatore e con tutta la rosa a dispozisizone. Più si perdono i gicoatori a disposizone meno si hanno scelte e peggio è per la squadra.

I maghi?
Evidentemente qualcuno sta pagando dei contromaghi.

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