Balbo: “Situazione strana, ma ho fiducia in Di Francesco. Non possiamo prendercela con Dzeko”

L’ex attaccante giallorosso: “La Roma non ha esterni o centrocampisti che prendono la porta, ma non si possono aspettare solo i gol di Edin”

di Redazione, @forzaroma

Con il pareggio acciuffato nel recupero con la Samp la Roma accorcia sul quarto posto occupato dall’Inter, perdendo però l’occasione di agganciare i nerazzurri e restare a -3 dalla Lazio. I giallorossi quindi continuano a percorrere il tunnel che l’ha allontanati ormai quasi definitivamente dalla zona scudetto. Per parlare del momento della Roma l’ex bomber argentino Abel Balbo è intervenuto a Teleradiostereo.

Come vede da fuori la situazione giallorossa?
È una situazione stranissima, c’è un po’ di amarezza, di delusione, di rabbia per quello si è venuto a creare nell’ultimo periodo: eri partito bene in campionato, con la Champions, poi è arrivato gennaio e ci sono questi problemi che ti devono portare ad incassare. Io però sono fiducioso, stimo molto Di Francesco, è molto bravo e dunque sono ottimista per il futuro.

Di cosa ha bisogno la Roma?
La Roma anche ieri ha creato tante occasioni, se non segna Dzeko, gli altri non fanno gol. La Roma non ha attaccanti esterni o centrocampisti in grado di prendere la porta, non possiamo aspettare sempre i gol di Edin. È vero, ieri lui fallisce un’occasione facile facile dopo pochi minuti, forse credeva che quella palla non potesse mai arrivare in mezzo all’area, ma non possiamo prendercela con lui. Il bosniaco ha solo un difetto: se avesse avuto più cattiveria avrebbe segnato molto di più in carriera, ma purtroppo questa caratteristica non la puoi allenare. Con la Samp, tuttavia, la Roma è stata condizionata dall’arbitro, che ha sbagliato su Strootman, ma la squadra è viva.

È un problema di testa?
La testa è molto importante, non è un bel segnale veder il proprio bomber pronto per andarsene: questo non dà fiducia alla squadra, crea un grande problema ai giocatori e all’allenatore.

Le piace vedere Schick ala?
I grandi giocatori possono fare qualsiasi ruolo, ma da centravanti secondo me renderebbe di più: credo che il ruolo di Patrick sia quello. Io ho giocato un Mondiale da centrocampista, ma mi esaltavo vicino alla porta…

Lo Scudetto del 2001 fu un riconoscimento importante per lei, ma dopo quell’esperienza è stato vicino alla Roma in altre vesti?
No, mai. Ho chiuso la mia carriera da giocatore non come avrei voluto, ma forse fu anche colpa mia. Tuttavia non sono mai stato vicino ad un altro ritorno alla Roma.

L’ha stupita la carriera così longeva di Totti?
Ha dimostrato di essere un grande professionista, lui non era solo forte tecnicamente, ma anche fisicamente. Ha avuto un’integrità fisica incredibile, è stato bravissimo.

Batistuta come sta?
Ora vive in campagna, con gli indiani (ride, ndr). Sta bene, l’ho visto alcuni mesi fa per una partita, non vi preoccupate.

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