Pastore: “Fonseca mi ha spinto a giocare e ad allenarmi meglio. Questo è il mio momento migliore”

Pastore: “Fonseca mi ha spinto a giocare e ad allenarmi meglio. Questo è il mio momento migliore”

L’argentino ospite di Roma TV+ per un’intervista aggiunge: “Mi sento bene, mi allenerò di più per far gol”

di Redazione, @forzaroma

Nuovo capitolo per Javier Pastore in maglia giallorossa. Rinato sotto la guida di Fonseca, l’argentino risponde alle domande dei tifosi che hanno utilizzato l’hashtag #AskPastore lanciato sui social dalla Roma. Queste le sue parole:

Come stai?
“Mi sento bene, sono felice per questo mio momento personale, sono contento. Sono però dispiaciuto per queste due ultime partite che non ci volevano. Stiamo lavorando bene e al rientro dalla nazionale faremo vedere delle cose molto buone in campo”.

Una percentuale sul tuo stato di forma.
“Mi sento molto bene, credo di essere all’80-90%. Ho giocato sei partite di seguito ogni tre giorni e questo mi fa capire di stare bene”.

Te lo aspettavi di poter giocare sei partite di seguito?
“Sinceramente no. Era da tanto che non lo facevo e gli infortuni degli altri compagni hanno condizionato questa cosa. Ho dovuto giocare io ma mi hanno gestito molto bene durante gli allenamenti e sono felice di esser riuscito a farlo”.

Questo miglioramento è dovuto a una questione mentale o fisica?
“Sicuramente entrambe. L’arrivo di Fonseca quest’anno è stato molto importante, il suo rapporto che ha con i giocatori e questo mi ha aiutato molto, mi ha fatto spingere e allenare molto meglio. Sicuramente tutte e due le cose sono importanti. Un giocatore non gioca solo con il fisico ma anche con la testa. Sono in un momento bello in cui mi piace giocare e allenarmi”.

A che età hai iniziato a giocare a calcio?
“A quattro anni avevo già la palla tra i piedi, a scuola, all’asilo, stavo sempre a calciarla. Mi raccontano che stavo sempre con la palla e mi piaceva fare solo quello. All’età di nove anni  sono entrato in un club e mi allenavo tutti i giorni”:

Dopo quanti anni hai iniziato a pensare che potesse diventare una cosa seria.
“Da quando avevo nove anni. Tutti i miei pensieri erano di riuscire a giocare a calcio, arrivare in prima squadra. Ero malato di calcio, uscivo da scuola e andavo ad allenarmi, poi quando tornavo a casa uscivo di nuovo e giocavo sulla strada con gli amici. Le mie giornate erano cento per cento calcio”.

Quanto eri più forte di loro?
“Per fortuna eravamo una bella squadra, vincevamo sempre con gli altri quartieri”.

Com’è stato passare da Parigi a Roma?
“Avevo il timore di non riuscire a stare bene come a Parigi, ma dopo due mesi ci siamo trovati molto bene e siamo molto felici con la mia famiglia. In Francia è stato bellissimo ma qui si vive molto bene”.

Quando farai gol?
“Devo parlare con i portieri (ride, ndr). Effettivamente ho anche tirato tanto, ma la palla non è entrata. Mi allenerò di più. Quando arriverà il primo gli altri arriveranno da soli”.

Ripensi alla parata di Sepe contro il Parma?
“Sì mi rimangono sempre in testa. Non vivo per il gol ma sto giocando bene e quando fai gol l’autostima sale e ti aiuta a fare meglio in campo”.

Qual è il tuo gol preferito a parte quelli con la Roma?
“Con il PSG contro il Chelsea. Sono entrato a fine partita e ho fatto un bel gol”.

La soddisfazione di fare un assist è paragonabile a quella di un gol?
“Sì, per me è come fare un gol soprattutto se la squadra poi riesce a vincere”.

Meglio il gol segnato contro l’Atalanta o quello con il Frosinone?
“Penso quello con il Frosinone, anche se sono stati molto simili tra loro”

Il calciatore argentino che ha giocato con la Roma che hai preferito?
“Batistuta. Era il mio idolo. È stato un simbolo”.

Ti ricordi un suo gol?
“No, tutti realizzati di forza. Giocatore molto bello”

Sai giocare a gol?
“No, sono andato con i miei fratelli in Argentini ma ho fatto trenta tiri per arrivare alla buca”.

Qualcuno dice che devi ancora migliorare
“È giusto, se hanno seguito la mia carriera sanno che posso dare ancora di più. È uno stimolo importante per noi per continuare a migliorarci e a lavorare. Vogliamo arrivare in alto e abbiamo bisogno che i tifosi ci chiedano di più. Ci hanno trattato molto bene a Parma dopo la sconfitta, ci danno forza”.

La rabona contro il Napoli?
“Ero stanco e il difensore veniva dal lato sinistro, con la rabona non arrivava a prenderla e mi sentivo più sicuro. L’ho fatto tante volte, è un’opzione per quando non mi sento tranquillo con il sinistro. Ho messo in una buona posizione il mio compagno”.

Che ne pensi dei tuoi compagni Zaniolo e Pau Lopez?
“Zaniolo è molto forte, quando è arrivato faceva allenamenti come uno della prima squadra. Ha tanta forza e adesso segna anche. È un ragazzo semplice e gentile, può arrivare lontano se continua. Deve pensare a quello che fa adesso”.

Canzoni preferite che metti in macchina?
“Non ne ho una in particolare, ascolto tutto. Metto tanto la radio. Mi piace sentire musica italiana ma non ho playlist”.

Fai un gol contro la Juve il 12 gennaio.
“Magari”.

Il tuo miglior momento alla Roma?
“Questo, ho fatto tante partite e bene. La squadra ha avuto risultati positivi. Quando la squadra vince uno sente che sta facendo le cose giuste e che deve continuare per quella strada”.

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