Andreazzoli, da Genova a Palermo tra normalit? e fenomenite

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Qui a Roma, passare dalle stelle alle stalle non ? un trauma ma un’abitudine. Se ne sta accorgendo anche Aurelio Andreazzoli, che dopo aver persino annusato una possibile conferma sulla panchina giallorossa, ora assapora il gusto amaro delle critiche. E’ bastata la debacle di Palermo, dopo cinque risultati utili consecutivi (quattro vittorie e un pari), a scatenare la furia dei tifosi. I primi imputati, a dir la verit?, sono i calciatori, giustamente accusati d’esser scesi in campo molli e pigri, senza il necessario furore agonistico. Ma anche il mister ? finito nel mirino. Il motivo? Una formazione iniziale pretenziosa, con cinque fuori ruolo. Ed un’insistenza cocciuta su alcune scelte evidentemente sbagliate.

 

Aurelio, nei suoi primi giorni da comandante di Trigoria, era stato definito il normalizzatore. Colui che aveva messo fine all’era degli scienziati, riportando logica e buon senso in prima linea. In realt?, fin dall’inizio Andreazzoli ha dimostrato di voler imporre (legittimamente) alcune sue idee originali. Il 10 febbraio, contro la Samp (sua gara d’esordio), si era presentato con Lamela e Marquinho esterni del centrocampo a cinque, tre uomini dietro e due sole punte. Autentica rivoluzione rispetto al 4-3-3 zemaniano. Risultato? Non eccezionale. Sconfitta per 3-1, difesa in costante affanno anche a causa della scarsa propensione alla copertura dei due laterali “improvvisati”. Soluzione di fatto accantonata contro la Juventus, sei giorni dopo, almeno al 50%.

 

Se Marquinho ha mantenuto il posto da titolare a sinistra, Lamela ? tornato a comporre il fortunato trio d’attacco con Totti e Osvaldo, lasciando al soldatino Torosidis il ruolo di esterno destro. Dietro, vista l’assenza di Cast?n, spazio a Piris (terzino puro) centrale, accanto a Burdisso e Marquinhos. Roma pi? equilibrata, ben messa in campo e protagonista di una splendida impresa contro la corazzata bianconera. A Bergamo, il 24 febbraio, sintesi perfetta della normalit?. Un solo fuori ruolo, Piris,? forte della “protezione” di Torosidis. Pjanic regista di centrocampo con Bradley (sostituto dello squalificato De Rossi) mediano, Balzaretti titolare a sinistra e Marquinho proposto nel tridente d’attacco con Lamela e Osvaldo (fuori Totti, anch’egli out per squalifica). Altra vittoria ed una Roma sempre pi? convincente.

 

Contro il Genoa, stessa filosofia. Dentro i pi? bravi, nei loro ruoli. C’? Romagnoli al posto di Marquinhos indisponibile, confermati i due esterni puri (Torosidis e Balzaretti) e le scelte restanti, fatti salvi i rientri di De Rossi (accanto a Pjanic nel duo di mediana) e Totti (partner di Lamela e Osvaldo). Tutto secondo logica, ed ecco un altro successo. Da Udine, s’inizia a cambiare. Rientra Cast?n ma non ci sono Marquinhos e Pjanic. Con De Rossi, in mezzo, trova spazio Perrotta. A sinistra, Marquinho sostituisce di nuovo Balzaretti e davanti, con Lamela e Totti, c’? un Florenzi spaesato. L’ex capitano della Primavera corre, s’impegna, gioca una buona gara. Ma dimostra scarsa lucidit? in fase conclusiva, fallendo un paio di nitide pallegol. Il subentrante Osvaldo non fa meglio, sciupando l’opportunit? del 2-1 proprio al 90′. Si pareggia, e non c’? da brindare.

 

Con il Parma, all’Olimpico, Andreazzoli torna alle curiose scelte d’inizio percorso. Lamela e Marquinho esterni larghi, a supporto di Totti spazio a due uomini di quantit? (Perrotta e Florenzi) e in mezzo, accanto a De Rossi, riecco il vituperatissimo Tachtsidis. La Roma vince, grazie al lampo iniziale di Lamela, ad un bel primo tempo e alla punizione di Totti nella ripresa. Ma tra i due gol, si soffre parecchio. Andreazzoli ? costretto a benedire la serata di grazia dei difensori e di Stekelenburg. A Palermo, di nuovo “fenomenite”. Dalle scelte logiche con Juve, Atalanta e Genoa ai cinque fuori ruolo del ‘Barbera’. Con la conferma del disastroso Tachtsidis in mezzo al campo. Un’inversione di tendenza chiarissima, che ha insospettito i tifosi e riportato la Roma nella bufera.

 

Le sette formazioni di Andreazzoli

 

SAMPDORIA-ROMA (3-5-2): Stekelenburg, Marquinhos, Burdisso, Castan (75′ Dod?), Lamela, Bradley (67′ Florenzi), De Rossi, Pjanic, Marquinho (88′ Lopez), Totti, Osvaldo.

 

ROMA-JUVENTUS (3-4-2-1): Stekelenburg, Piris, Burdisso, Marquinhos, Torosidis, Pjanic (68′ Bradley), De Rossi, Marquinho (83′ Balzaretti), Lamela, Totti (88′ Florenzi), Osvaldo.

 

ATALANTA-ROMA (3-4-2-1) Stekelenburg, Piris, Burdisso, Marquinhos, Torosidis, Pjanic (72′ Florenzi Sv), Bradley, Balzaretti, Lamela, Marquinho (64′ Perrotta), Osvaldo (74′ Tachtsidis).

 

ROMA-GENOA (3-4-2-1): Stekelenburg, Piris, Burdisso, Romagnoli, Torosidis, Pjanic (39′ Bradley), De Rossi, Balzaretti (57′ Marquinho), Lamela, Totti, Osvaldo (81′ Perrotta)

 

UDINESE-ROMA (3-4-2-1): Stekelenburg, Piris, Burdisso, Cast?n, Torosidis, De Rossi, Perrotta, Marquinho (87′ Balzaretti), Lamela, Florenzi (85′ Lopez), Totti (61′ Osvaldo)

 

ROMA-PARMA (3-4-2-1): Stekelenburg, Marquinhos, Burdisso, Castan, Lamela, De Rossi, Tachtsidis (68′ Bradley), Marquinho? (83′ Balzaretti), Perrotta, Florenzi (87′ Taddei), Totti.

 

PALERMO-ROMA (3-4-2-1): Stekelenburg; Piris (73′ Torosidis), Burdisso, Cast?n; Lamela, De Rossi, Tachtsidis (46′ Pjanic), Marquinho; Florenzi, Perrotta (46′ Osvaldo), Totti.

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