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Amantino Mancini a FR: “Roma da quarto posto, ma i Friedkin dovevano investire di più”
Inter-Roma, per Amantino Mancini, non è mai stata una partita come le altre. “Ho fatto la storia di Roma e Inter”, dice il brasiliano, e non è solo una frase ad effetto. I numeri raccontano un legame profondo con entrambe le maglie: cinque gol segnati ai nerazzurri con la Roma, due Coppe Italia vinte in giallorosso - una proprio contro l’Inter - e una Supercoppa conquistata con ciascuna delle due squadre, prima con la Roma e poi in nerazzurro, in questo caso battendo proprio i giallorossi. Due facce della stessa sfida, vissute sempre da protagonista. Dal 2003 al 2008 nella Capitale, prima del trasferimento a Milano, Mancini è stato uno degli uomini simbolo di una Roma capace di competere ad alti livelli. Oggi, a pochi giorni da una nuova sfida a San Siro, torna su una gara che conosce meglio di tanti altri: ricordi, scelte di carriera e uno sguardo lucido sul momento delle due squadre, raccontati in esclusiva ai microfoni di Forzaroma.info.
Che sfida è per lei Inter-Roma? Ha raccolto successi con entrambe le maglie.“È una partita molto bella e significativa, mi tocca tanto. Io ho fatto la storia sia con l’Inter che con la Roma. Ho vinto da entrambe le parti: la Coppa Italia con la Roma e la Supercoppa con l’Inter. Mi auguro che sia una bellissima sfida in cui ci diverte”.
Cosa l'ha portata, in quegli anni, a decidere di cambiare squadra e andare all’Inter?“In quel periodo io ero uno di quei giocatori che poteva far fare “cassa”. La Roma aveva bisogno di vendere e io avevo più possibilità di essere ceduto”.
Che partita si aspetta domenica?“Mi aspetto una gara divertente. San Siro è un campo difficile per la Roma, ma ultimamente i risultati dell’Inter non sono stati all’altezza. Sarà una gara aperta, la Roma ha grande qualità e ha la possibilità di andare a vincere a Milano”.
Quanto peseranno le assenze di giocatori come Dybala e Wesley? “L’assenza di Wesley è quella più pesante. Lui si è adattato benissimo al campionato e sta facendo molto bene. È un assenza veramente pesante”.
Da brasiliano, che giocatore le sembra Wesley? È un brasiliano atipico con meno fantasia e più corsa e forza.“Si, è un giocatore di forza, non si ferma mai. È un po’ limitato tecnicamente, ma si è inserito perfettamente nel sistema di gioco di Gasperini”.
La Roma deve crederci per il quarto posto e la Champions? È distante soli 3 punti da un Como impressionante, è fattibile una rimonta? “Si, la Roma si gioca ancora il quarto posto per la Champions. Come squadra è superiore al Como che sta facendo un campionato bellissimo. Fabregas è veramente eccezionale. Ma io comunque punto sulla Roma, la maglia pesa di più e ha più qualità. Penso che la Roma ce la farà ad arrivare al quarto posto”.
La Roma ha perso il suo vantaggio tra marzo e febbraio, uscendo anche dall’Europa League. Di chi sono le maggiori responsabilità? Gasperini deve essere messo in discussione?“Il problema della Roma in questa stagione è sempre stata la continuità. Tra febbraio e marzo non ha fatto risultati, non ha fatto punti. Però io credo ancora nel progetto di Gasperini. Mi piace come allenatore, le sue squadra sono molto fisiche, hanno tanta intensità. Io non lo metterai mai in discussione, lo tengo sicuramente per l’anno prossimo e penso che farà meglio di quest’anno”.
Soule combatte da mesi con la pubalgia. Quanto è complicato gestire un infortunio di questo tipo e quanto sta mancando lui alla Roma?“Soulé stava facendo molto molto bene, mi piace come giocatore, è un peccato che ha avuto questo infortunio. Nel 2001, quando ero ancora in Brasile, ho avuto la pubalgia e ho dovuto anche fare un intervento chirurgico, poi sono riuscito a tornare a giocare. È un infortunio che dà tanto fastidio. Mi auguro che possa tornare ed aiutare la Roma nella corsa Champions”.
Quanto manca, in generale, alla Roma un esterno con caratteristiche simile a quelle che aveva lei?“Non solo alla Roma. Nel calcio mondiale non c’è più l’esterno che punta l’uomo, fa uno contro uno. Oggi gli esterni girano troppo la palla. È un problema che non ha solo la Roma. In questo calcio mancano giocatori con queste caratteristiche”.
Per chiudere, come valuta, dall’esterno, la gestione della Roma da parte dei Friedkin, ora che si avvicina anche l’anno del Centenario?“La gestione poteva essere meglio dal punto di vista della vicinanza alla squadra, anche nel quotidiano. Il Centenario sta arrivando e penso che potevano investire di più per avere una squadra più forte e magari puntare a traguardi più importanti”.
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