A fargli eco anche Cassano: "Gasp è un rivoluzionario da 20 anni, ma nessuno se n'è mai accorto".
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Il Real Madrid poteva lasciare strascichi pesanti. La batosta, soprattutto sul piano mentale, era stata forte. Eppure la Roma ha reagito da grande squadra. Due vittorie, sei gol segnati e zero subiti. I giallorossi si sono rialzati subito, dimostrando di credere nelle proprie capacità e di saper superare anche i momenti più difficili. È qui che si vede la mano di Gasperini. La nuova mentalità passa anche da questo: non abbattersi dopo una caduta, ma ripartire senza perdere certezze. Una crescita che non è passata inosservata. A "Viva el Futbol", Lele Adani ha promosso il lavoro del tecnico giallorosso, soffermandosi proprio sulla reazione della squadra dopo la sconfitta con il Real: "Io sono totalmente un tifoso di Gasp. La Roma la vedo molto credibile nelle difficoltà. La partita contro il Real poteva portare degli strascichi e la partita contro il Genoa, in altre situazioni, a Roma quante volte ha portato a un passo falso?". E se Adani guarda al presente, Cassano riavvolge il nastro fino al 2007, quando affrontava il Genoa allenato da Gasperini. Per l'ex attaccante, il tecnico piemontese non è diventato un rivoluzionario soltanto adesso: lo era già allora, anche se in pochi se ne erano accorti. "Quando giocavo contro il Genoa, nel 2007, Gasperini era già questo. Nessuno se n'è accorto, nessuno lo ha mai detto. Ma si guardava solo ai risultati. Fece grandi risultati, arrivò in Europa League con quella squadra. Uomo contro uomo a tutto campo, lo fa da 20 anni. Se ne sono accorti adesso che è un rivoluzionario".
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