Le parole del ministro: "Vedrete un'accelerazione nei prossimi mesi che consentirà di dire che ce l'abbiamo fatta ancora una volta"
Abodi: "A Torino episodi di delinquenza e criminalità, non fanno parte dello sport"
Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, ha parlato ai microfoni di Sky Tg24 soffermandosi sull'esclusione dai Mondiale della Nazionale e dei prossimi passi per gli stadi in vista di Euro 2032. Tra gli impianti menzionati anche il nuovo stadio della Roma che dovrebbe sorgere nella zona di Pietralata. Ecco le sue parole.
"Si sta procedendo, avrei voluto essere più tempestivo, ma, ancora una volta come è stato per Milano-Cortina, saremo pronti per le valutazioni che potrà fare l'UEFA. Roma, Milano e Torino hanno già il loro destino, ne mancano 2, ma ci sono cantieri aperti e cantieri progettuali che stanno andando avanti. L'ingegner Sessa sta lavorando a pieno ritmo, sono stati sottoscritti i primi atti per lo stadio della Roma, vedrete un'accelerazione nei prossimi mesi che consentirà di dire che ce l'abbiamo fatta ancora una volta, ma non sarà un evento. Sarà la stabilità di un modello di stadio che darà all'Italia una maggiore competitività almeno in questo ambito. Se ne aggiungerà uno di riserva forse per Euro 2032, c'è uno stadio che a Venezia sta nascendo in silenzio, scopriremo la qualità del lavoro di una squadra".
Non andremo al Mondiale. "Stiamo entrando in una specie di sortilegio, dobbiamo trovare il metodo giusto, non penso si sia perso il talento, si è soltanto addormentato, lo stiamo trascurando, fino ad arrivare a negarlo. Credo che la priorità delle priorità riguardi i giovani. La politica, l'assetto della FIGC, il format dei campionati, la Giustizia Sportiva… Sono tutti importanti, devono contribuire alla credibilità del sistema, ma tutto ruota intorno al modello tecnico, alla ricerca e all'allenamento del talento, che è stato spesso mortificato sull'altare del metodo di gioco. Ci sono tanti ragazzi che hanno un rapporto non così familiare e amichevole con il pallone come si dovrebbe avere, non sempre si ha la sensazione che un giocatore sia libero di saltare l'uomo. Se non succede più che vinciamo i Mondiali, una ragione è anche questo. È troppo facile cercare il talento all'estero, forse è più semplice a livello burocratico, costa meno, dobbiamo cercare delle forme che consentano di avere più competitività nel mercato interno".
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