Cercasi acquirenti: la Roma pensa a sfoltire. L'ammissione di Cicinho: “Ero schiavo dell'alcool”

di Redazione, @forzaroma

(di Andrea Corradetti) Nel giorno dell’undicesimo anniversario dalla vittoria del terzo scudetto a tenere banco in casa Roma è sempre la questione relativa al mercato.

A tale proposito, allenatore e dirigenti sono totalmente d’accordo: prima di comprare, bisogna vendere. Non tanto per una questione di budget, ma solo ed esclusivamente per far sì che già dal 3 luglio Zeman possa lavorare con una rosa numericamente adeguata. Con Dodò e Castan ufficiosamente presi e Thomas in attesa di venire tesserato (al momento infatti la Roma può ingaggiare solamente due extra-comunitari) il mercato giallorosso è dunque concentrato in alcune operazioni d’uscita. Quasi conclusa quella che vedrebbe il centrocampista Greco trasferirsi in comproprietà al Chievo Verona in cambio della seconda metà di Tallo, la Roma punta adesso alla sistemazione di alcuni giocatori che non rientrano più nei suoi piani. Fra questi spiccano soprattutto i casi di Pizarro, Guberti, Brighi, Simplicio, Borriello e Antunes, quest’ultimo ad un passo dal Pacos de Ferreira. Ma ad agitare i sonni della dirigenza è soprattutto Fabio Borini. Nonostante il ragazzo abbia dichiarato infatti più volte di voler rimanere, la sua permanenza nella capitale è tutt’altro che certa. Entro il 22 giugno bisognerà trovare un accordo con il Parma, altrimenti tutto sarà deciso alle buste. Forte dell’interesse di Liverpool, Inter e soprattutto PSG, i ducali infatti chiedono 7 milioni: una cifra questa che la Roma vorrebbe ridurre con l’inserimento della seconda metà di Okaka. Sbrigata la vicenda Borini, la Roma poi dovrà sistemare anche le questioni relative a Florenzi, Marquinho e Kjaer. Se per i primi due tutto fa pensare ad un futuro in giallorosso, per quanto riguarda il difensore danese la Roma quasi sicuramente dovrà cambiare invece i suoi piani. Difficile infatti che il Wolfsburg decida di accettare l’offerta da parte della Roma di rinnovo del prestito. Queste le parole del suo agente Mikkel Beck in esclusiva a tuttomercatoweb.com:“Non so ancora se al Wolfsburg sono arrivate delle offerte, quello che posso dirvi è che almeno io sono stato contattato personalmente da almeno 4-5 club esordisce l’agente. “Col club giallorosso abbiamo un ottimo dialogo e la volontà di Kjaer è quella di rimanere li. Ancora non so cosa succederà, vedremo nei prossimi giorni, ma certamente con la dirigenza della Roma il rapporto è molto buono”. Dichiarazioni queste che sembrerebbero metter fretta alla squadra giallorossa, ma che in realtà non cambiano in nessun modo quella che è l’intenzione da parte della Roma: o il Wolfsburg accetta la proposta giallorossa, oppure Kjaer l’anno prossimo vestirà un’altra maglia. Di sicuro c’è che la Roma farà almeno tre acquisti: un difensore centrale, un esterno destro e un centrocampista di livello. Sempre vive le piste che portano a Uvini del San Paolo e Merkel del Genoa, l’impressione però è quella che vede i futuri acquisti della Roma come nomi ancora tutti da scoprire. Dal Brasile intanto l’agente di Paulinho fa sapere di aver ricevuto numerose offerte, tra le quali anche una della Roma, ma di averle respinte in quanto il giocatore ha ribadito ancora una volta la volontà di rimanere al Corinthians almeno fino a dicembre.

 

IL RICORDO DI MARIA SENSI A undici anni esatto da quel lontano 17-6-2001, la signora Maria Sensi ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Radio. Tra ricordi e battute, la vedova del presidente Franco non ha risparmiato però alcune critiche: Non so niente della Roma attuale, mi spiace solo che tanti campioni dell’anno scorso siano andati via così e ora giochino in grandi squadre. Guardate Menez che gol ha fatto l’altra sera. Probabilmente la Francia passerà il turno per un suo gol. Zeman? Mi aspetto che faccia quello che sa fare. Lui sa quello che fa. Se abbiamo accettato tutti quello che è successo l’anno scorso, penso che non ci saranno problemi anche se Zeman dovesse perdere 2-3 partite di fila. A Pescara è stato lasciato tranquillo e ha fatto quello che ha fatto”. Un ricordo infine sullo scudetto del 2001: “Quello che mi viene più in mente è la sofferenza di vedere Franco sudato in una giornata calda come oggi: era totalmente bagnato. Mi ricordo che quando tornammo a casa uscì il sudore dal nodo della cravatta. Capello voleva festeggiare quella sera ma lui non ce la faceva. Appena tornato a casa ci disse sfinito: “Ce l’abbiamo fatta”.

CICINHO CHOC “Andavo a Trigoria, mi allenavo ma sapevo che la domenica non avrei giocato. E allora quando arrivavo a casa bevevo molto, fumavo. Casse di birra e altri tipo di alcool, da solo o insieme a falsi amici. Mi piaceva andare in discoteca, bevevo e non riuscivo a fermarmi. Non ho preso la droga solo perchè sapevo che c’erano i controlli anti-doping, altrimenti l’avrei fatto”. E’un Cicinho fortemente provato quello che davanti alle telecamere della trasmissione “Esporte Fantastico” ha raccontato in esclusiva il suo tragico dramma personale. Una storia questa che fortunatamente sembra aver visto la sua fine. A salvare Cicinho è stata infatti Marry de Andrade, la donna che Cicinho ha sposato un mese fa e che lo ha portato ad avvicinarsi alla religione. “Ora voglio continuare a giocare. Non sarà più nella Roma, ma il mio agente sta vedendo se in Brasile o ancora in Europa, dove io e mia moglie vorremmo continuare. Farò quello che Dio vuole. Se avrò la possibilità continuerò a giocare, altrimenti andrò avanti nel mio cammino di evangelizzazione. Al di là di tutto, in bocca al lupo!”

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