Calcioscommesse: stop e allenamenti, Zeman fa discutere

di Redazione, @forzaroma

“Un tecnico squalificato non dovrebbe allenare, cosi’ come un calciatore non gioca”. Una parere come un altro, condivisibile o meno, ma se a sostenerlo e’ Zdenek Zeman tre giorni dopo la squalifica di Antonio Conte nella vicenda Calcioscommesse, inevitabilmente scuote un ambiente gia’ abbastanza teso come quello bianconero.

 

Voluto o meno, l’ennesimo affondo del tecnico boemo ha sollevato le attese reazioni a Torino, ma anche il meno prevedibile dissenso del ct della nazionale, Cesare Prandelli; e, non ultima, una presa di distanza da parte della stessa Roma, che invita a evitare polemiche.

 

Cosi’ come il presidente dell’Assocalciatori, Renzo Ulivieri, secondo il quale le regole in materia sono chiare e ineludibili. ”Per me gia’ una squalifica di dieci mesi e’ abbastanza pesante, non vedo perche’ uno non possa allenare”, e’ stato il lapidario ma chiaro commento da Coverciano di Prandelli, il quale ha collegato senza alcun dubbio le dichiarazioni di Zeman al caso Conte, peraltro mai citato dal boemo. La Juve, da parte sua, ha reagito con veemenza e l’amministratore delegato bianconero, Beppe Marotta, non si e’ trattenuto dal replicare dando a sua volta per scontata l’illazione nei confronti del tecnico squalificato: ”O quella di Zeman era una boutade, o e’ stato inopportuno – ha detto Marotta – perche’ parla di un collega condannato per omessa denuncia e non per illecito. Il regolamento consente ad un allenatore squalificato di allenare la squadra in settimana. Zeman aveva gia’ parlato degli scudetti della Juve e il fatto e’ ancora piu’ grave perche’ alimenta tensioni”.

 

La difesa totale su Conte, che appare ben saldo al suo posto, ha preceduto il contrattacco nei confronti dell’ ‘eterno nemico’, invitato a ”non interessarsi di vicende che non lo riguardano” e a spiegare invece un vecchio episodio che lo riguardava: ”Di Zeman mi ricordo ancora il maggio 2005 – ha detto Marotta – quando negli ultimi dieci minuti di Lecce-Parma segui’ la partita con le spalle girate al campo. Devo ancora capire quel gesto: dovrebbe spiegarlo”. Non contento, Marotta ha chiesto anche l’intervento dell’Assoallenatori: ”Zeman dovra’ dare conto delle sue affermazioni all’Aiac, che mi auguro intervenga in proposito”. Senza replicare a Marotta, e invitando tutti a evitare polemiche, il presidente dell’Aiac, Ulivieri, ha sottolineato all’ANSA che qualsiasi discorso sull’opportunita’ che un tecnico squalificato possa allenare sono inutili ”perche’ ci sono delle regole e queste vanno rispettate da tutti” (la norma peraltro recita che al tecnico squalificato e’ vietata solo ”l’attivita’ inerente alla disputa della gara”, ndr.). Ulivieri ha escluso altresi’ un intervento dell’Aiac, perche’ l’associazione ”non ha nei confronti degli iscritti funzione disciplinare, che spetta invece al Settore Tecnico federale’.

 

A cercare di chiudere la vicenda e’ intervenuto infine il dg della Roma, Franco Baldini, sostenendo che quella di Zeman e’ stata ”una legittima opinione personale che ha generato un’altra inutile polemica”. Baldini peraltro non ha potuto esimersi dal sottolineare ”la profonda differenza tra regolamenti e sentenze con quelle che sono invece semplici ed inutili illazioni” espresse da Marotta. (ANSA).

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