Claudio Moroni torna con “Noi e il Professore” sulle frequenze di Radio Roma Capitale

Claudio Moroni torna con “Noi e il Professore” sulle frequenze di Radio Roma Capitale

E ogni giorno sulle frequenze di Rete Sport con la striscia serale (ore 18,00/18,45) dal titolo “Monnalisa Romaclub”.

di Contenuto sponsorizzato

Si riparte. I telefoni di Sky e Dazn bollono, nonostante i propositi di tanti di volerne fare a meno. Perché? Perché siamo trascinati dalla passione e, allo stadio o in tv, la Roma contro il Genoa non ce la vogliamo perdere. Però ci dobbiamo dare una regolata. Almeno io. Infatti, questa passione che mi porto dietro da sessant’anni non mi deve condizionare troppo (e questo in tempi passati avveniva). Adesso il calcio deve essere un diletto; e, pur se in parte come intrattenitore radiofonico sono un professionista, ho deciso che il mio approccio da tifoso e da giornalista deve essere leggero, non melodrammatico.
E’ per questo motivo che ogni giorno feriale dalle 7 alle 10 parlerò di calcio, insieme a Salvatore d’Arminio e Tiziano Moroni, dalle frequenze di Rete Sport in un mix di approfondimenti tecnico-tattici e spensieratezza, nel corso del programma “Noi e il Professore”.
Ancor più questo avverrà ogni giorno sulle frequenze di Rete Sport con la striscia serale (ore 18,00/18,45) dal titolo “Monnalisa Romaclub”. Qui la goliardia, le imitazioni e i personaggi più strampalati potrebbero avere la meglio sulle sintetiche osservazioni romaniste di Claudio, Tiziano e Salvatore.
Ma parliamo di Roma. E’ una squadra dagli obiettivi ridimensionati; è un club che punta sui giovani ma che poi li fa partire, destinazione Juventus; è un organico che ci fa esultare solo per il fatto (splendido) di non aver venduto Dzeko. Però, continueremo a tifarla lo stesso. Come sempre.
Negli anni passati si puntava al podio. Quest’anno aspireremo al quarto posto. Io, comunque, ho preso una decisione (i capelli, pochissimi e bianchi, mi hanno aiutato a prenderla): non mi farò più rovinare la salute dai risultati della “magica”. L’arbitro fischia la fine della partita? Ancora una decina di minuti per smaltire le emozioni, poi si torna alla vita: gli affetti, la cultura, la città con le sue bellezze e i suoi eventi. Ulcera? No, grazie. Questa filosofia di attaccamento ai colori, ma anche di relativismo sportivo, la vorrei riportare nelle radio che mi ospitono e vorrei condividerla con voi.
Le linee, come si dice, sono sempre aperte.
A differenza di Pallotta, a noi il confronto piace. Buon Campionato!

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy