Roma, i quattro nomi per il dopo Burdisso

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Meno cinque alla chiusura del mercato. In casa Roma ancora si brinda per gli affari Nainggolan e Bastos, ma la sensazione è che la festa non sia finita qui. Walter Sabatini è al lavoro, avvolto nel suo produttivo silenzio, per regalare a Rudi Garcia l’ultima essenziale pedina: il centrale difensivo. Borriello e Marquinho (il primo già ceduto in prestito al West Ham, il secondo sempre più vicino al Verona) non verranno rimpiazzati, a differenza di Nicolas Burdisso, fresco d’esordio domenica sera a Firenze con la maglia del Genoa. L’esigenza di reperire un’adeguata alternativa a Benatia e Castan resta prioritaria, nonostante Garcia abbia pubblicamente ammesso di fidarsi dei due ’95 Jedvaj e Romagnoli. Piccola bugia, forse. Il centrale arriverà, anche se il tempo a disposizione scarseggia. I quattro elementi in prima fila per vestirsi di giallorosso si chiamano Johnny Heitinga, Rafael Toloi, Gabriel Paletta e Dejan Lovren. Scopriamoli meglio.   JOHN GIJSBERT ALAN HEITINGA – Alphen aan de Rijn (Olanda), 15 novembre 1983 Esperienza e grinta da vendere. Oltre al talento, innato per chi nasce e cresce nel florido settore giovanile dell’Ajax. Un prodigio, sin dai primi passi compiuti da calciatore vero, considerato l’erede naturale dei grandi difensori olandesi di fine anni novanta. Su tutti, Jaap Stam e Frank De Boer. Sette stagioni da protagonista ad Amsterdam, nove trofei conquistati e due nomine speciali: miglior difensore dell’Eredivisie nel 2004 e calciatore dell’anno del campionato olandese nel 2008. Stagione, l’ultima con i lancieri, che gli valse il trasferimento in Spagna, all’Atletico Madrid (10 milioni di euro il costo del suo cartellino). Non fu un’esperienza felicissima. Dodici mesi dopo di nuovo valigie in mano e biglietto pronto, stavolta per l’Inghilterra, direzione Everton. In quel di Liverpool, sotto la guida di David Moyes, Johnny ha acquisito la sua dimensione ideale, divenendo un pilastro dei Toffees. All’alba della stagione 2013-2014 si è ritrovato però ai margini della rosa del neo allenatore Martinez, anche a causa del mancato rinnovo contrattuale. Imponente la sua esperienza a livello di nazionale: ha partecipato infatti a due edizioni degli Europei e ad altrettante dei mondiali, disputando da titolare la sfortunata finale con la Spagna nel 2010. Heitinga, il cui contratto con l’Everton scadrà a giugno, attende di conoscere la sua nuova destinazione. Che in ogni caso dovrebbe esser giallorossa, visto che anche il Galatasaray di Mancini è da tempo sulle sue tracce. TROFEI VINTI IN CARRIERA: 2 Campionati Olandesi, 3 Coppe d’Olanda, 4 Supercoppe d’Olanda PRESENZE E GOL NELLA NAZIONALE OLANDESE: 87/7   RAFAEL TOLOI – Gloria d’Oesti (Brasile), 10 ottobre 1990 Brasile, terra produttrice di straordinari difensori negli ultimi anni. Da Aldair a Zago, da Lucio a Juan, da Thiago Silva a David Luiz, da Castan a Marquinhos. Gente dotata non solo dal punto di vista tecnico, ma anche caratterialmente “idonea” ai moderni standard europei. Rafael Toloi è un altro talento da scoprire. Ventitre anni, forte sul piano atletico (un metro ed ottantacinque centimetri per settantacinque chili), già pronto per far bene ovunque. Ha il passaporto italiano (la sua famiglia è originaria di Treviso) e ciò non creerebbe alcun problema di tesseramento. La prima parte della sua carriera l’ha trascorsa vestendo la maglia del Goias, ottenendo nel 2012 un contratto dal San Paolo, tra le più importanti e prestigiose società brasiliane. Ha contribuito al buon 4° posto del Brasilerao 2012 e al meno esaltante 9° posto dell’ultima annata, senza dimenticare la conquista della Coppa Sudamericana 2012 (vinta in finale contro gli argentini del Tigre). Ha vestito per 19 volte la maglia della nazionale brasiliana Under 20, vincendo il campionato sudamericano di categoria nel 2009 (in Venezuela) e conquistando la medaglia d’argento ai mondiali egiziani, sempre nel 2009 (finale persa con il Ghana guidato da Sellas Tetteh). TROFEI VINTI IN CARRIERA: 1 Campionato Sudamericano Under 20, 1 Coppa Sudamericana PRESENZE E GOL NELLA NAZIONALE BRASILIANA UNDER 20: 19/0   GABRIEL ALEJANDRO PALETTA – Buenos Aires (Argentina), 15 febbraio 1986 Un argentino di nome Gabriel, ed i bei ricordi già affiorano. Paletta è il nome sicuro, affidabile e di garanzia. Esperto ma non certo anziano, dotato di grande forza fisica (1,90 x 88 kg) e discreto feeling con il gol. Un solo difetto evidente: la lentezza nel breve. Ciò lo metterebbe in condizione di rendere al meglio al fianco di Benatia, mentre un eventuale tandem con Castan (anch’egli non rapidissimo) rischierebbe di funzionare poco. L’esperienza di Paletta non si discute. Cresce nel Banfield e giovanissimo, nel 2005, conquista il mondiale Under 20 con l’Argentina trascinata da Leo Messi. Nel 2006 passa al Liverpool di Rafa Benitez per 2,2 milioni di euro. Tre sole presenze ad Anfield Road e bocciatura sonora. Rispedito in Argentina, al Boca Juniors, gioca 59 partite in tre anni (condite da cinque reti), vincendo il torneo Apertura 2008. Poi, l’Italia. Il Parma lo ingaggia per 2,5 milioni e ne fa un perno insostituibile del suo reparto arretrato. Paletta s’impone finalmente in Europa, affermandosi come uno dei centrali più regolari del campionato. Il suo sogno, fin qui rimasto nel cassetto, è l’approdo in pianta stabile nella Seleccion. TROFEI VINTI IN CARRIERA: 1 Mondiale Under 20 PRESENZE E GOL NELLA NAZIONALE ARGENTINA UNDER 20: 7/0   DEJAN LOVREN Zenica (Croazia), 5 luglio 1989 Quarto ed ultimo nome della lista. Venticinque anni ancora da compiere ma già tanta esperienza in giro per l’Europa. In patria, Lovren ha vestito le maglie di tre squadre diverse: è cresciuto nel Karlovac per poi passare alla Dinamo Zagabria, salvo trascorrere un paio di stagioni in prestito nell’Inter Zapresic (cinquanta presenze, un gol). Il ritorno nella Capitale lo ha portato alla ribalta. Su di lui, gli occhi di molti club prestigiosi. Il colpaccio riuscì al Lione, che lo portò in Francia agli ordini di Claude Puel nel gennaio del 2010. Con la maglia dell’Olympique, oltre a conoscere i futuri romanisti Michel Bastos e Miralem Pjanic, ha disputato tre buonissime stagioni, vincendo la Coppa di Francia nel 2012. Nell’estate del 2013 ecco l’approdo al Southampton per ben 10 milioni di euro. Sfortunata, fin qui, la sua esperienza in nazionale: convocato per la prima volta dal ct Slaven Bilic nel 2009, mancò assieme ai suoi compagni la qualificazione ai mondiali del 2010 e fu costretto a saltare l’Europeo del 2012 per infortunio. TROFEI VINTI IN CARRIERA: 2 Campionati Croati, 2 Coppe di Croazia, 1 Coppa di Francia PRESENZE E RETI NELLA NAZIONALE CROATA: 22/2

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