Manca poco alla chiusura del calciomercato e la Roma sta ancora cercando un trequartista di sinistra per completare (finalmente) l'attacco di Gasperini. L'affare per Sulemana si è complicato con la probabile partenza di Lookman e così il ds Massara ha virato su Christopher Nkunku, attaccante che potrebbe lasciare il Milan qualora i rossoneri riuscissero a chiudere l'operazione per portare Mateta in Italia. Ma chi è l'ex Chelsea e, soprattutto, come potrebbe giocare nella Roma di Gasp?

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Parigi, il passato da mezzala e l’esultanza per suo figlio: ecco chi è Nkunku
Il sogno del PSG e gli anni da predestinato al Lipsia
—Christopher Alan Nkunku nasce il 14 novembre 1997 a Lagny-sur-Marne, periferia est di Parigi, da genitori congolesi e cresce giocando a calcio con il sogno di diventare il capitano del PSG. Da piccolo viene scartato da diverse academy perché troppo basso, ma alla fine - a soli 13 anni - la firma con il suo Paris Saint-Germain arriva. Nelle giovanili inizia il suo percorso giocando a centrocampo, da mezzala, dove sviluppa grandi capacità nello stretto e anche una discreta visione di gioco - che lo aiuta anche oggi. La sua duttilità, spesso, si è però rivelata un problema vista una combinazione tra fisico (1.77 m di altezza) e bagaglio tecnico più unica che rara. Dopo diversi anni a Parigi e un sanguinoso errore dal dischetto nella finale di Coppa di Francia (2018-19), decide di lasciar andare il suo sogno e sceglie un progetto ambizioso come quello del RB Lipsia, che lo acquista per 19 milioni di euro (valore che si quadruplicherà nei suoi anni in Bundesliga).
In Germania si avvicina alla sua posizione più naturale - la seconda punta - e dopo quattro stagioni, con prestazioni e numeri da top assoluto, compare sui radar di tutti i club europei. Nkunku continua ad essere schierato in più ruoli (esterno di centrocampo con Nagelsmann, trequartista con Marsch), ma in ogni posizione continua ad essere un enorme pericolo per le difese avversarie: la sua avventura in Bundesliga si chiude nella stagione 2022-23 con il titolo di capocannoniere (16 gol e 4 assist in 20 partite) e numeri spaventosi per quanto riguarda dribbling, creazione per i compagni e realizzazione. Nell'estate del 2023 arriva la chiamata del Chelsea, che batte la concorrenza di altri top club e lo porta a Londra per 65 milioni di euro.
In Inghilterra la sua vertiginosa ascesa si blocca di colpo: un infortunio al menisco lo costringe a saltare 4 mesi di stagione, poi con l'arrivo di Maresca - che non lo vede né come esterno, né come punta - viene relegato in panchina. Due stagioni amare, amarissime per uno dei talenti più brillanti del panorama europeo; anche se proprio con i Blues diventa celebre la sua esultanza con il palloncino, un modo per stare vicino a suo figlio anche mentre è in campo ("È per mio figlio. Gli piacciono e allora quando segno dedico il gol a lui così"). Nell'agosto 2025 arriva invece il Milan, che lo porta in Italia per 37 milioni di euro, un colpo che da subito lascia molti dubbi visto il sistema di gioco di Allegri e il suo attacco a due, dove Nkunku non riesce ad esprimere le sue qualità.
Il prototipo di trequartista per Gasp, ma c'è l'incognita infortuni...
—Gol o assist? Perché non entrambi? La Roma ha provato a portarlo a Trigoria già in estate e non è difficile capire perché: le sue caratteristiche sono perfette per interpretare il trequartista sinistro nel 3-4-2-1 di Gasperini (a cui Nkunku piace molto). Rapidità, dribbling, inserimenti: i giallorossi sperano di ritrovare la sua versione migliore - quella del Lipsia - per regalare a Malen e Dybala (o Soulé) un compagno d'attacco perfetto.
Negli ultimi mesi il suo nome è apparso spesso vicino alle critiche, ma il sistema di Allegri (dove spesso deve giocare da pivot spalle alla porta) di certo non è fatto per le sue caratteristiche. Con Gasp potrebbe tornare a giocare vicino alla porta, sulla trequarti, dove sa creare per i compagni (0,31 xA ogni 90' nei suoi anni in Bundesliga, più di Dybala quest'anno), saltare l'uomo e sfruttare le sue doti da attaccante (è ambidestro). L'unica vera incognita rimane la sua forma fisica: non è un calciatore debole muscolarmente, ma sono stati gli infortuni a frenarlo nei suoi anni al Chelsea - anche se finora al Milan ha saltato solamente 3 partite per un problema alla caviglia.
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