Giroud, Kean, Jovic e i sogni impossibili: il piano B della Roma se non arrivasse Milik

Il polacco è in bilico, a Trigoria si pensa ad un’alternativa. E per Fonseca di attaccante ne serve anche un altro

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Non è stato un tormentone come Karaoke di Alessandra Amoroso né ingarbugliata come la trama di “Tenet” di Nolan, ma la telenovela Milik resterà il ricordo indelebile della fine estate romanista. Non voleva venire, anzi sì. Però prima è stato costretto a passare per un “veloce” controllo in Svizzera alle ginocchia. Una visita che però rischia seriamente di aver cambiato il finale della storia: i Friedkin, forse preoccupati dal report del chirurgo Ahlbaumer, hanno chiesto un cambio nelle modalità di pagamento che ha fatto infuriare De Laurentiis. Adesso è gelo, con Dzeko che aspetta solo l’ok per andare a Torino da Ronaldo, e Milik (non troppo entusiasta dell’idea Roma) che si guarda intorno sperando in una chiamata last minute, magari dalla Premier League.

Inevitabile che anche a Trigoria abbiano cominciato a pensare a un piano B. Perché i 90′ in panchina di Dzeko hanno dimostrato che una permanenza ormai è quasi impossibile, con o senza Milik. I nomi sono quelli di Kean dell’amico Raiola, Giroud dal Chelsea o Jovic del Real Madrid. I sogni impossibili dei tifosi portano hanno il volto di Suarez e Morata.

I nomi per l’attacco della Roma se non arriva Milik  

 

La priorità è quella di provare a raddrizzare la trattativa con il Napoli e arrivare a dama. Ma visti i caratteri dei protagonisti (quello celebre di De Laurentiis ma anche quello di Friedkin, che invece la piazza romana sta cominciando a conoscere) non è da escludere un finale infelice. La certezza è che tutto si risolverà entro questa settimana: Fonseca e Pirlo vogliono il loro nuovo attaccante prima dello scontro diretto di domenica prossima.

Quello a cui sarebbe più facile arrivare è Moise Kean: da settimane è in uscita dall’Everton e Raiola, con cui la Roma è in ottimi rapporti, vorrebbe riportarlo in Italia per puntare l’Europeo. Ci sta pensando anche la Juve come alternativa a Dzeko, ma in giallorosso avrebbe molte più chance di giocare. Ma che gli affari siano intrecciati con i bianconeri lo dimostra anche l’altra alternativa: Olivier Giroud, che a maggio ha rinnovato il suo contratto in scadenza con il Chelsea ma solo fino al 2021. L’arrivo di Werner gli ha chiuso le porte, si può liberare per 5 milioni ed è stato sondato anche dallo stesso Paratici in caso di naufragio della trattativa con Edin. Ha esperienza come Dzeko ed è bravo a giocare col resto della squadra, ma non le caratteristiche che ha descritto ieri Fonseca (“un attaccante mobile e che attacchi lo spazio”).

L’identikit assomiglia più a Jovic del Real Madrid, che dalla sua ha anche l’età (è un classe ’97). Zidane non ha mai puntato su di lui la scorsa stagione: solo otto volte è partito titolare e ha collezionato 806′ tra campionato e coppe. Il Real dopo essersi liberato di Bale sarebbe disposto a farlo partire anche in prestito. Difficile sedersi al tavolo a parlare del cartellino, pagato oltre 60 milioni di euro solo un anno fa.

I sogni impossibili in Spagna: Suarez e Morata

Poi ci sono le suggestioni, più da social che veri pensieri dentro Trigoria. Il primo è quello di Luis Suarez, che è stato a Perugia per l’esame di italiano propedeutico al passaporto comunitario. Per i romanisti più sognatori sarebbe il regalo di presentazione coi fiocchi dei Friedkin, ma l’ingaggio maxi e le prospettive del club non si sposano con le mire di trofei dell’attaccante. Da scartare quindi, così come l’altro colpo ad effetto che porterebbe a Roma Alvaro Morata: uno tra lui e Diego Costa sarebbe in esubero in caso di arrivo di un altro attaccante (proprio Suarez?), ma la dirigenza madridista spera nel brasiliano. In più a Madrid si trovano benissimo sia lui che la sua famiglia: la moglie Alice aspetta il terzo figlio e pochi giorni fa i due gemelli Ale e Leo hanno iniziato la scuola.

L’unico nome italiano è quello di Belotti, già accostato ai giallorossi nei mesi scorsi. Cairo però l’ha già dichiarato incedibile (a maggior ragione alla Roma con cui non è in buoni rapporti) e lui non spingerà per una cessione visto che al Torino è il capitano. Una cosa è certa, il tempo sta per scadere e alla Roma serve un attaccante. Il dopo-Dzeko deve iniziare in fretta.

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