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Frattesi: “L’interesse della Juve fa piacere. Vorrei giocare in Premier, ma non ora”

Getty Images

Il centrocampista del Sassuolo, accostato anche alla Roma, rimanda il discorso futuro all'estate e ammette il desiderio di sbarcare in Inghilterra

Redazione

Davide Frattesi è uno dei gioielli del Sassuolo che in estate daranno vita verosimilmente a qualche telenovela di mercato. Per ora il centrocampista neroverde è seguito con grande attenzione, con più di qualche mossa, dall'Inter, dalla Juventus e anche dalla Roma. A Pinto piacerebbe riportarlo in giallorosso, ma la concorrenza è tanta e le cifre - per quanto più abbordabili rispetto alle altre - sono comunque importanti. Frattesi ha parlato a 'Tuttosport' dell'interesse bianconero ma anche dell'estero.

Torniamo alle emozioni e alla Juventus. Lei ha vissuto un’altra partita speciale contro i bianconeri, pur senza giocare: ricordata sul suo profilo Instagram con la foto di uno scambio di maglia con Claudio Marchisio e il suo commento “Senza fiato”. Ce lo racconta?

"Era una delle prime volte che venivo convocato in prima squadra nella Roma, ci andavamo a riscaldare a turno a gruppi di tre e i giocatori bianconeri facevano lo stesso: quando arrivò il mio turno tra loro c’era Marchisio. Mia nonna Stefania da anni mi faceva i collage con le foto mie e sue dicendomi “Sei uguale!”, al che io le rispondevo che lo diceva perché mi vedeva con gli occhi dell’amore. Una volta lì, con l’idolo di una vita, forse più ancora di mia nonna che mio (ride, ndr), sono andato a chiedergli la maglia. E’ stata una grande emozione, io avevo giocato solo in Primavera, ma lui mi ha detto subito che a fine partita me l’avrebbe data, e al fischio finale pur avendo perso è venuto subito da me. Io presi la maglia e non sapevo cosa fare. Pensavo “La mia non la vorrà, che se ne fa?”, invece me la chiese. Siamo rimasti in contatto e lo sento tuttora, persone di quello spessore umano nel calcio si incontrano raramente. Il giocatore poi lo conosciamo tutti..."

A proposito di emularlo: Marchisio ha postato alcune foto con lei ricevendo centinaia di commenti del tipo “Portalo alla Juve”. Cosa prova a essere l’oggetto dei desideri di tifosi che leggono di gente come Pogba o Jorginho tra gli obiettivi della loro squadra? "Sicuramente fa piacere. Questo è certo. Con Claudio avevamo fatto una cena tra amici al suo ristorante, mangiando tra l’altro molto bene. Sicuramente fa piacere, ma ora non è il momento di pensare a certe cose. Penso solo a finire bene la stagione, poi quest’estate si vedrà".

Pensa a un futuro in Premier League? "Mi piacerebbe, sicuramente per caratteristiche è un campionato in cui mi vedo. Però sicuramente è un passo da fare tra due o tre anni, dopo essermi affermato. Ma è un campionato che mi affascina molto, anche per il fatto di non avere troppi tatticismi, in cui fai per novanta minuti avanti e indietro e questa idea mi piace. Poi Gianluca (Scamacca, ndr), che è stato in Olanda, mi ha detto che all’estero hanno tutto un altro modo di approcciarsi al calcio. Sarebbe bello anche per conoscere una nuova cultura".

Tutti gli allenatori delle grandi la vorrebbero, Dionisi probabilmente la terrebbe, il solo che il prossimo anno è sicuro di allenarla è Roberto Mancini, che l’ha chiamata per uno stage. Che effetto fa entrare nello spogliatoio della Nazionale maggiore? "Sicuramente qualcosa di impattante. Vedi il tuo sogno che inizia a diventare realtà. Anche se non ho mai esordito, né sono stato convocato per partite ufficiali, però è sicuramente una bellissima emozione. E’ un po’ il coronamento di qualcosa per cui hai lavorato ogni giorno. Il mio obiettivo è sicuramente riuscire prima o poi a esordire, sarebbe un’emozione incredibile, ma devo meritarmelo a cominciare da questo finale di stagione".

Lei, Scamacca e Pellegrini sarete in campo lunedì sera, ma in Serie A ci sono molti altri giocatori usciti dal settore giovanile della Roma. Secondo lei che ci è cresciuto, cos’ha di speciale? "Intanto sicuramente il bacino d’utenza enorme della città. Poi ci sono un ottimo settore di scouting e un lavoro che inizia a 7-8 anni, con allenatori preparati che ti insegnano a giocare a calcio, curando tutti i fondamentali, e non pensano a vincere le partite per se stessi. Sicuramente crescere lì ti dà delle chance di arrivare, poi sta a te".