Belotti-Roma, si può fare. Ma prima da capitano vuole salvare il Torino

L’amicizia con Pellegrini, l’ingaggio e le caratteristiche: ecco perché può essere il dopo-Dzeko. Ma da capitano sta aspettando per non mettere in difficoltà i granata

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Per uno come Andrea Belotti, soldi e successo non sono tutto. Perché vive il calcio all’antica, in campo ma pure fuori. Ecco perché ha deciso di legarsi al Torino, diventandone capitano e facendo qualche rinuncia nelle scorse stagioni, e non arrivando mai allo scontro col presidente Cairo come magari avrebbe fatto qualche collega. Ma la prossima estate potrebbe essere davvero quella dell’addio: lui e il suo entourage sanno che di tutte le big del campionato la Roma è quella che cerca un centravanti titolare. La Juve ha Ronaldo, l’Inter Lukaku, il Milan confermerà Ibra, l’Atalanta terrà almeno uno tra Muriel e Zapata, la Lazio Immobile. Per questo ha puntato il posto che lascerà libero Edin Dzeko.

Belotti-Roma, ecco perché si può fare

 

L’agente di Belotti è in contatto con Vagnati, con cui sta parlando di un eventuale rinnovo di contratto (quello attuale scade nel 2022) ma anche con la Roma. Prima però ovviamente l’attaccante vuole conoscere il futuro dei granata: attualmente la squadra di Nicola è quartultima e quindi fuori dalla zona retrocessione, ma solo a un punto di distanza dal Cagliari terzultimo. Nella volata salvezza deve ancora sfidare Juve, Napoli, Roma e Milan: non un percorso facilissimo per evitare la B. In caso di retrocessione, la cessione di Belotti diventerebbe scontata, per lui ma anche per il Torino. Cairo chiede 35 milioni, ma anche questa richiesta potrebbe scendere col passare delle settimane. Per questo nessuno mette fretta.

LaPresse

Il Gallo in questi anni ha dimostrato attaccamento alla maglia e per i tifosi è un simbolo, ma nell’anno che porta al Mondiale inevitabilmente dovrebbe cercare un club col quale convincere il ct Mancini. Negli ultimi anni ha sempre segnato tanto nonostante non abbia alle spalle una squadra spumeggiante: 22 gol l’anno scorso, 17 due anni fa, 28 addirittura nel 2016-2017. Dopo quella stagione Cairo sparò 100 milioni per una sua cessione, cifra alla quale non si è mai neanche avvicinato nessuno.

Per caratteristiche si avvicina a ciò che serve alla Roma: è un ’93, ha 27 anni e quindi è nel pieno della carriera. È bravissimo in area di rigore, cattivo e soprattutto un “agonista” come ce ne sono pochi in Serie A. Sicuramente meno in grado di Dzeko nel giocare con la squadra ma italiano. Un “cambio” che comunque dipenderà anche dal prossimo allenatore, la vera priorità della dirigenza: per esempio piace tanto a Sarri, che già ne aveva parlato con De Laurentiis ai tempi del Napoli prima della trasformazione di Mertens. Ed è grande amico di Lorenzo Pellegrini grazie alla Nazionale.

Attualmente guadagna 2 milioni di euro: al Torino è il più pagato insieme a Sirigu, nella rosa attuale della Roma non sarebbe neanche in top 10 in quanto a stupendi, meno anche di Diawara, Fazio o Borja Mayoral. Se dovesse trovare un accordo e spostarsi a Trigoria, crescerà anche quello. Anche se non è ciò che conta di più.

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