Ag.Isla: “La Roma? Preferisco non sbilanciarmi sul futuro del giocatore”

di Redazione, @forzaroma

Leo Rodriguez, agente tra gli altri di Mauricio Isla, intervenendo in esclusiva a Tele Radio Stereo ha dichiarato:

“Mauricio sta molto bene, sta facendo riabilitazione, ha un carattere tosto, è giovane e sul recupero non c’è nessun dubbio, anzi, sta andando ogni più rosea previsione.
Con l’Udinese abbiamo deciso di non esporci tanto per il futuro di Isla. Preferisco non fare nomi di società a lui interessate, posso solo dire che tra Italia ed Europa ci sono con certezza quattro-cinque società di alto livello che lo vogliono. La Roma? Non mi sbilancio, per correttezza non dico nulla ma i nomi dei club interessati poi si possono vedere sui giornali quasi quotidianamente.

Lui sa fare l’ala, alla grande gioca da esterno di difesa, ma quest’anno ha dimostrato di saper fare anche l’interno di centrocampo. E’ tecnico ma anche molto fisico, è un calciatore moderno, è la prima volta che ha un problema fisico, perché Mauricio è uno che non molla mai, di rendimento in ogni partita che gioca.

Sono stato con lui durante la riabilitazione a Roma, è contento di come proceda il programma post operatorio. E’ rimasto nella capitale per l’intervento e poi è tornato una settimana appunto per la riabilitazione.
Tra i miei giocatori c’è Gomez che già l’anno scorso con Simeone fece un grande campionato, quest’anno con Montella si sta consacrando. Anche lui sembra essere pronto per una grande squadra, anche se il Catania è una splendida realtà. Ha altri tre anni di contratto e giustamente sarà la società siciliana a deciderne le sorti.

Nella nostra scuderia c’è anche Denis che nell’Atalanta sta facendo benissimo.
Cirigliano, Ocampos, Pezzella, sono giocatori giovani, che nel River Plate non sempre sono titolari perché hanno rimesso in piedi una rosa di alto livello. Bisogna fare attenzione proprio perché sono molto giovani ma il futuro può giocare a loro favore.
Quando un giocatore giovane e straniero, come Lamela ad esempio, arriva in Italia, bastano quattro-cinque mesi per ambientarsi. Poi ci sono casi come quello di Edu Vargas, che gioca l’ultima partita in Sud America a fine dicembre, arriva in Italia e lo si manda in campo già a inizio gennaio. Il giocatore in questi casi può anche avere un contraccolpo, ma sul suo talento non ho dubbi”.

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