VIDEO – Di Francesco: “Abbiamo parlato degli infortuni, sono tanti per chi gioca in Europa”

Il tecnico: “Perotti e Pastore avevano problemi regressi, Dzeko mi aveva chiesto di riposare. Ed El Shaarawy ha sofferto la non abitudine ad essere sempre titolare”

L’altro giorno in conferenza aveva detto che vi sareste confrontati per capire i motivi degli infortuni, muscolari soprattutto. Lo avete fatto? Vi siete dati una spiegazione? Come si può ovviare in futuro a questa epidemia?
C’è uno studio UEFA, Elité Team, una cosa del genere… (Elité Club Injury Study, ndr) che parla di statistiche sugli infortuni tra ottobre e novembre. Sono molto alti in tutte le squadre che giocano varie competizioni, specialmente l’Europeo, la Champions, l’Europa League. Noi li abbiamo avuti tutti nello stesso momento, non si sono divisi, questo è il dato che ci ha fatto riflettere. Su Perotti e Pastore sono problemi regressi che c’erano in passato sui quali abbiamo aspettato anche di più per rimetterli dentro, cercando di farli guarire. Dzeko mi ha chiesto di riposare, mi ha dato un feedback di stanchezza. In quel momento certi giocatori vanno fatti riposare. Spesso sento dire da ex calciatori che vivevano un calcio totalmente differente… Non pensate che questi giocatori in base ai soldi che guadagnano possano fare 100 partite una dietro l’altra. C’è dietro un uomo, una fisicità, ci sono delle caratteristiche fisiche e mentali, non tutti riescono ad assorbire tante partite. I ritmi si sono alzati tanto rispetto al passato, il livello è molto più alto, in Italia e in Europa. Questo porta il rischio di alzare il livello degli allenamenti e di farsi far male. El Shaarawy ha giocato 300’ in più e la sua poca abitudine a fare tante partite, avendo l’anno scorso un po’ Diego e un po’ lui, mi permetteva di ruotare i giocatori. Quest’anno ho dovuto schierare tanti giocatori spesso, col rischio di quello che è successo adesso, cioè di avere più infortuni. Ne abbiamo parlato. Il rischio di infortuni, ai flessori in particolar modo, che è il muscolo più stimolato, è sempre dietro l’angolo.

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