Viola Tirado (Correo de Andalucía) a FR: “Vi racconto Monchi, l’uomo giusto per la Roma”

Viola Tirado (Correo de Andalucía) a FR: “Vi racconto Monchi, l’uomo giusto per la Roma”

Il giornalista sportivo del quotidiano andaluso presenta così il ds del Siviglia ai tifosi romanisti: “È il miglior direttore sportivo che si possa avere, perfetto per vincere anche in Europa”

di Mirko Porcari, @MirkoPorcari

Monchi è l’uomo giusto per la Roma“. Il biglietto da visita arriva direttamente da Siviglia, tra indiscrezioni e rumors di mercato è la voce di chi vive la squadra tutti i giorni a fare il punto della situazione: Antonio Viola Tirado, giornalista del «Correo de Andalucía» e direttore del «Decano Deportivo», ha parlato con Forzaroma.info di Monchi e del possibile futuro in giallorosso.

La situazione di Monchi nel Siviglia è piuttosto intricata. Nel tempo si è fatta sempre più complicata ed ha manifestato più volte la volontà di andare via per tentare una nuova esperienza“. Di mezzo ci sono tante voci su un’avventura quasi trentennale (tra campo e scrivania) che sembra arrivata al termine, con il Siviglia che aspetta di capire se ci sarà bisogno di attivare una clausola rescissoria (5 milioni che diventeranno la metà dal primo luglio) che ha fatto tanto discutere: “Già la scorsa estate aveva comunicato al presidente Castro di voler lasciare ma non gli è stato permesso, adesso è però chiaro che lui vuole misurarsi in una realtà diversa”.

In Andalusia una storia fatta di trofei e momenti indimenticabili, nel futuro la sfida di una piazza ambiziosa come quella di Roma: “È l’uomo giusto per un club che vuole crescere sia a livello nazionale che internazionale. Non ho problemi ad affermare che è il numero uno in quello che fa, nel trovare calciatori validi e nel farli crescere. Il migliore direttore sportivo che si possa avere. Il mondo del calcio si è reso conto della sua bravura in diverse occasioni e sono davvero curioso di vederlo all’opera in una realtà che non sia Siviglia”.

Successi costruiti su ottime scelte di mercato ma la crescita del vivaio è centrale nella filosofia di Monchi: “Si potrebbe definire un “canterano”. Lui nasce dal Siviglia B e là è tornato a giocare prima di chiudere la carriera da calciatore. Crede molto nei giovani e basta fare qualche nome per capire quanto punti su di loro: Sergio Ramos, Jesús Navas, Reyes, il compianto Puerta fino ad arrivare all’ultima scoperta Sergio Rico. Si sono affacciati al grande calcio proprio grazie a lui”.

Tra le tante intuizioni, anche una coppia di calciatori che è diventata fondamentale nel progetto romanista: “Fazio e Perotti, sebbene siano argentini, sono prodotti del vivaio del Siviglia. Ovviamente scoperti da Monchi. Fazio, in particolare, è stato uno dei calciatori che è entrato più velocemente nel cuore della prima squadra: in un mese è passato dalla seconda alla prima, giocando titolare nel Siviglia più forte della storia. È un ragazzo timido ma in campo si fa sentire, una dote che apprezzava molto Unai Emery: nella rosa che ha vinto la prima Uefa era un elemento chiave. Se trova la giusta continuità è un grandissimo centrale. Perotti, da buon argentino, ha carattere e la sua tecnica gli permette di fare qualsiasi cosa con il pallone: anche lui ha avuto un impatto incredibile quando è passato dalla seconda alla prima squadra, lo ricordo con piacere perché oltre ad essere un ottimo calciatore è una bravissima persona”.

Lasciarsi alle spalle casa per immergersi in un mondo tutto da scoprire, Viola Tirado disegna il profilo di un uomo equilibrato, pronto alle pressioni di un ambiente che vuole vincere: “Monchi è una brava persona, non ci sono dubbi. È onesto e umile, non potrebbe essere altrimenti se si lavora per 29 anni nello stesso club. A volte è un po’ introverso ma di fondo è piuttosto simpatico, non dice mai di no se qualcuno gli chiede una foto o un autografo”.

Il rapporto con i media e i giornalisti non sembra essere un problema: “Accetta le critiche e rispetta le opinioni degli altri, non ho mai sentito nessuno che mi dicesse qualcosa di male su di lui. Con i giornalisti è sempre stato molto rispettoso e sincero: preferisce dirti “non posso parlare di questa cosa” piuttosto che inventarsi una risposta per sviare la domanda”.

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