Strootman: “Juve e Napoli non sono costrette a vendere come noi. Lottiamo per il terzo posto”

Strootman: “Juve e Napoli non sono costrette a vendere come noi. Lottiamo per il terzo posto”

Le parole del centrocampista olandese: “Ho fiducia nel progetto della società, ma noi non siamo un club che compra soltanto. Non siamo competitivi come i bianconeri e gli azzurri. Resto a Roma per vincere”

di Redazione, @forzaroma

A due giorni dalla sfida di campionato contro l’Udinese, il centrocampista della Roma Kevin Strootman è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue dichiarazioni:

Andiamo ad analizzare le prossime due partite contro Udinese e Shakhtar. Come ci arrivate?
Sono due partite difficili sicuramente. Giocare a Udine non è mai facile, e la gara di andata contro lo Shakhtar è una partita molto importante per noi per iniziare bene questi ottavi di Champions. Dobbiamo portare un risultato a casa.

Cosa è cambiato per voi nel passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1?
È cambiato poco, non tanto. Dipende anche dall’avversario come giochi. Forse dà un po’ più sicurezza alla difesa visto che ci sono due persone davanti alla linea difensiva, ma per noi non cambia molto. Forse avevamo bisogno di un cambio perché le cose non andavano bene, abbiamo perso qualche partita che non avremmo dovuto perdere, e per questo il mister ha cambiato qualcosa. Con questo modulo abbiamo vinto 2 volte. Dobbiamo continuare così, ma non cambia molto. Qua si dice subito che si è passati al 4-2-3-1, ma si gioca ancora con 3 centrocampisti, solo che ora ce ne sono 2 davanti alla difesa invece che 2 dietro la punta. Non è una gran cosa, ma forse ne avevamo bisogno e ora dobbiamo continuare così.

Cosa pensate di avere più di Inter e Lazio in questa corsa ai posti Champions?
Non lo so, questo è difficile da dire. Se facciamo un’altra intervista a maggio, ti posso rispondere! Noi abbiamo un gruppo forte e anche loro. Pure l’Inter è in difficoltà. La Lazio sta facendo bene, nessuno si aspettava che potessero arrivare sopra di noi, stanno facendo bene. Ma noi abbiamo un gruppo forte. Sicuramente Napoli e Juventus sono più forti di noi in campionato, questo è chiaro, ma noi lottiamo per il terzo posto. Altrimenti ci prendiamo il quarto, perché una squadra come la Roma deve giocare la Champions League. Purtroppo non siamo competitivi per lottare con Napoli e Juve, ma dobbiamo almeno entrare in Champions il prossimo anno.

Hai appena compiuto 28 anni. Che periodo è per la tua carriera?
È una domanda complicata… non so che dire. Sono contento di essere tornato in campo. Ho 28 anni… sono vecchio adesso (ride, ndR). Gioco con calciatori del 2000 o del 2001, mentre io sono del 1990. Prima quando dicevo che ero del 1990 mi dicevano che ero giovane, ora non è più così. Voglio aiutare i giovani che stanno con noi, i ragazzi della Primavera. Voglio dare sempre il massimo in campo e questo non cambia con l’età.

Qual è il momento più bello della tua carriera?
È difficile scegliere una sola cosa. Forse il gol nel derby contro la Lazio. Era un momento particolare perché dopo l’infortunio non stavo giocando bene, avevo perso un po’ di fiducia ma Spalletti mi metteva sempre in campo. In quella partita neanche ho giocato bene, ma poi ho preso la palla e ho fatto gol. Questo mi ha dato fiducia ed energia, è stato un momento speciale.

Cosa rappresenta per te Roma e la Roma?
È difficile da spiegare, per capirlo devi giocare qua, o meglio, devi essere un tifoso. Forse i tifosi possono spiegare meglio quello che significa la Roma. Per me è speciale. Questo è il quinto anno che sto qua, è stata la mia prima esperienza al di fuori dell’Olanda. Io sto bene qua, non è un caso se ho rinnovato il contratto. È una cosa speciale. Purtroppo lo diciamo sempre: se vinci qualcosa qua sarà molto speciale. Purtroppo quest’anno ci è rimasta solo la Champions League, ma è difficilissima. In questi 5 anni che starò ancora qui voglio vincere qualcosa, una coppa o altro. Per farlo dobbiamo migliorare tanto. Sarebbe una cosa speciale per tutti, De Rossi e Totti ce l’hanno detto tante volte. Purtroppo non siamo riusciti a vincere ancora.

I tifosi hanno un timore: che qualcuno porti 45 milioni della clausola rescissoria e ti porti via. C’è questo pericolo?
No, ma nel calcio non si sa mai. Forse alla Roma preferiscono i soldi invece di tenermi, ma non sai mai come vanno le cose nel calcio. Di quello che è scritto nel contratto non voglio parlare. Sono molto contento di giocare qua tante partite. Dopo l’infortunio mi hanno sostenuto sempre, l’ho detto tante volte ma è così. Nel calcio non sai mai cosa può succedere, se la Roma preferisce un altro giocatore o se io non mi trovo più bene qua. Ma in questo momento neanche devo pensare ad andare in un’altra squadra.

Ieri Monchi ha detto di avere totale fiducia nel progetto della proprietà, dicendo che sta costruendo un club solido e vincente. Avverti questo?
Sì, ma per la Roma è difficile perché la Roma non è un club che compra solo i giocatori. Ogni tanto deve vendere giocatori come è successo negli ultimi anni. Questo è diverso rispetto a Napoli e Juve che non devono vendere per forza. Noi invece l’abbiamo fatto e abbiamo perso Salah, Ruediger e Paredes, prima Pjanic e Benatia. Sì, ho tanta fiducia nel progetto che stanno costruendo Monchi e Pallotta, ma è cosa diversa rispetto ad altre squadre in Italia. Sicuramente loro danno tutto per avere una squadra forte in campo, come quella che abbiamo quest’anno in campo, e pure per i prossimi sono sicuro che sarà così, ma come ho detto prima, è una cosa diversa rispetto alle altre squadre in Italia.

Un giudizio su Totti dirigente?
È ancora difficile credere che ora lui sia un dirigente e non viene più in campo con noi. Anche adesso sta quasi sempre con noi a Trigoria. A colazione, a pranzo, viene negli spogliatoi. Adesso vedo Checco in abito, mentre negli anni precedenti odiava starci! Lui è una grande personalità, lui è la Roma e questo sarà sempre così. È molto importante per noi, ci dà fiducia. Deve rimanere per tutta la vita a Roma.

 

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