Ranieri, la Roma e una vita giallorossa

Ranieri, la Roma e una vita giallorossa

Claudio “Martello” torna a Trigoria, un cerchio che ha girato il mondo e che si chiude. Per la seconda volta

di Mirko Porcari, @MirkoPorcari

Da San Saba a Trigoria, il mondo in mezzo e una vita fatta di ritorni. Claudio Ranieri è ancora nel cuore della Roma, di nuovo al timone dopo quasi dieci anni per provare a rimettere insieme i pezzi di una stagione da incubo. “Sacrificio e impegno”, poche parole nella presentazione nel settembre del 2009, mostrando l’orgoglio di un sorriso a tinte gialle e rosse. È un cerchio che si chiude, disegnato negli anni ’70 (con il pallone tra i piedi e tante speranze per il futuro) e finito di colorare dopo l’ addio di Spalletti.

MARTELLO“Sono felice di presentare un allenatore romano e romanista che avrebbe voluto anche mio padre”. Le parole di Rosella Sensi sintetizzano il ritorno a casa di un pezzo di storia giallorossa: da quel momento la squadra torna ad essere protagonista in campionato e in Europa, dimenticando i fantasmi e i dubbi della parabola spallettiana. Giusto un paio di mesi per prendere in mano un gruppo sull’orlo di una crisi di nervi, da novembre in poi Ranieri ( ribattezzato Claudio Martello per la capacità di pretendere sempre di più dai suoi giocatori) infila 24 risultati utili consecutivi, consegnando al campionato una Roma pragmatica e combattiva.

EMOZIONI E FRUSTA – Una rimonta prepotente, la notte contro la Sampdoria e uno scudetto sfiorato: il bilancio del primo anno regala emozioni di ogni tipo, ma soprattutto crea di nuovo un legame incondizionato tra squadra e tifosi. La stagione successiva nasce e cresce con aspettative diverse, chiudendosi con un addio che si consuma sul prato verde di Marassi: il Genoa vince 4-3, rimontando i tre gol di vantaggio romanisti, un epilogo che spinge Ranieri a gettare la spugna. “Qui ci vuole la frusta, me ne vado per il bene della Roma”. Come nel giorno della presentazione, poche parole per dire tutto: il resto è storia, con la valigia in mano per girare l’Europa (la Premier vinta con il Leicester il punto più alto della sua carriera) e il cuore pronto a rispondere alla chiamata dell’amore. E a vivere una nuova vita in giallorosso.

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