Martinez-Nainggolan, ultimo atto: “Nessun litigio, Radja escluso per ragioni tattiche”

Martinez-Nainggolan, ultimo atto: “Nessun litigio, Radja escluso per ragioni tattiche”

A pochi giorni dal Mondiale, il CT belga è voluto tornare sull’esclusione del romanista: “Tutti pensano che abbia qualcosa di personale contro di lui, ma non è vero”

di Mirko Porcari, @MirkoPorcari

Roberto Martinez contro Nainggolan, l’ultimo atto. L‘esclusione del romanista dal Mondiale ha fatto scalpore sia in Belgio che oltre confine e a pochi giorni dall’inizio della rassegna in Russia il CT ha voluto chiarire definitivamente il perché della sua decisione: “Non ho scelto Nainggolan semplicemente per motivi tattici“, la spiegazione finale arriva nel corso di un’intervista al quotidiano «Le Soir», con il tecnico che tenta di approfondire una questione che ha tenuto banco in queste settimane: “Quando parlo di ragioni tattiche, non parlo della sua intelligenza dal punto di vista tattico ma del modo in cui i calciatori più offensivi devono essere disposti nel mio schieramento“.

L’importanza degli equilibri (“Quando hai giocatori come Hazard, Mertens e Lukaku devi fare una scelta e prendere decisioni tattiche. Non puoi mettere più di 11 giocatori in campo“) come tratto fondamentale della gestione dei “Diavoli Rossi”, quindi la chiusura totale su Nainggolan non deriva da valutazioni extracalcistiche: “Ai giornalisti e alle persone piace pensare che dietro ci sia qualcosa di controverso, ma non è così. Non c’è niente di personale nella scelta, nessun litigio tra me e lui. Mi dispiace ma non è questo il caso. Ho semplicemente preso in considerazione quello che ho visto negli ultimi due anni“.

I tifosi in Belgio hanno criticato molto questa scelta, ma l’allenatore non l’ha mai messa in discussione: “Per me sarebbe stato molto più facile andare a convocare i giocatori più popolari, non ci sarebbero state reazioni negative ma non sarebbe stato un comportamento professionale da parte mia. Non sarei mai sopravvissuto sette anni in Premier se fossi stato condizionato dall’umore della gente. La verità è che le mie decisioni possono anche non essere capite, ma io le prendo sempre in funzione del bene della squadra“.

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