Kostas al centro della Roma: dallo scudetto solo due difensori con più presenze di Manolas

Kostas al centro della Roma: dallo scudetto solo due difensori con più presenze di Manolas

Il greco ha giocato 192 partite con la Roma. Più di lui Mexes e Panucci. Superati Samuel, Juan e Chivu

di Valerio Salviani, @vale_salviani

La storia della Roma Manolas l’ha già fatta. Con il gol segnato al Barcellona lo scorso 10 aprile, il greco si è riservato di diritto un posto nell’Olimpo degli intoccabili. In un periodo storico in cui è difficile lasciare il segno, lui ci è riuscito. E gli anni da romanista sono diventati ormai quattro e mezzo. Tradotto, fanno 192 presenze con la maglia della Roma. Dallo scudetto (2001) a oggi, solo 2 difensori hanno accumulato più partite con la Roma, Mexes e Panucci.

PODIO – A Manolas mancano solo 8 partite per raggiungere il traguardo delle 200 presenze con la Roma. Nella rosa attuale solo Florenzi e (ovviamente) De Rossi ne hanno di più. Il greco è anche l’acquisto più longevo della Roma “americana”, l’eccezione che conferma la regola. Ecco perché il suo piccolo record ha un significato speciale. Con le sue 192 presenze si è messo dietro mostri sacri come Samuel, Chivu e Juan. Tra i difensori centrali con più apparizioni nella Roma, al secondo posto dall’anno dell’ultimo scudetto c’è Philippe Mexes (262 presenze), che con i giallorossi è rimasto 7 stagioni prima di svincolarsi è andare al Milan. Al primo posto, con 315 partite giocate, c’è Christian Panucci. Entrambi protagonisti nelle due Coppa Italia e nella Supercoppa Italiana vinte, gli ultimi trofei di cui si ha memoria da queste parti.

INSOSTITUIBILE – Manolas, dall’estate del 2014 quando si è trasferito alla Roma dall’Olympiacos, è sempre stato un insostituibile. Ha giocato da centrale e da terzino nella difesa a 4, da esterno e da centrale nella difesa a 3. Con Di Francesco è il quarto uomo più utilizzato dopo Kolarov, Dzeko e il compagno di reparto Fazio. Lo scorso 12 dicembre, nella sfida di Champions con il Viktoria Plzen, per la prima volta è sceso in campo da capitano. “La fascia non è una cosa a cui aspiro” aveva dichiarato in un’intervista, ma in campo l’atteggiamento è sempre stato quello del leader. E proprio in quella partita, dopo una sconfitta umiliante, si è fermato sotto la curva per prendere i fischi dei suoi tifosi, da solo.

FEELING GRANATA – Dopo l’assenza nel match di Coppa con l’Entella, Manolas è pronto a riprendere il posto al centro della difesa. Con Jesus appena infortunato e il duo Marcano-Fazio che non dà garanzie, la Roma non potrà più fare del suo numero 44. Sabato all’Olimpico arriva il Torino, una squadra che evoca ricordi positivi. I granata sono gli unici a cui Kostas ha segnato più di un gol in Serie A. Entrambe le reti sono arrivate all’Olimpico, l’ultima nel marzo dell’anno scorso, con conseguente dedica all’amico Davide Astori, appena scomparso. La prima, nello storico 3-2 nel quale Totti riuscì a ribaltare il match in 2 minuti e mezzo, entrando dalla panchina nel finale di partita.

RINNOVO – Presto Monchi e il nuovo agente di Manolas Mino Raiola si troveranno seduti a un tavolo per discutere di un nuovo contratto. La clausola da 36 milioni di euro è un target enorme dietro la schiena del difensore e, con il Manchester United già pronto a versare la somma, si dovrà trovare un nuovo accordo. Il ds romanista non vuole perdere il difensore (non a quella cifra), ma per fargli firmare un nuovo contratto dovrà farlo diventare il giocatore più pagato in squadra. Totti, molto amico di Manolas e decisivo alla firma dell’ultimo rinnovo (“Mi ha fatto capire quanto fossi importante per la Roma” disse il greco), potrà giocare un ruolo importante. Fino a giugno c’è tempo, ma per uno così sarà meglio non pensarci troppo.

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