I sacrosanti dolori del giovane Zaniolo

I sacrosanti dolori del giovane Zaniolo

Le dichiarazioni non sempre perfette, i passi indietro e il rinnovo hanno fatto storcere il naso a qualcuno. Dimenticandosi gli errori che abbiamo fatto o le frasi che non avremmo mai dovuto pronunciare a diciannove anni. E per fortuna non c’era nessuno a guardarci o ascoltarci…

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

“Doveva proprio avvenire che ciò che forma la felicità dell’uomo fosse anche la fonte della sua miseria?”. Quando Goethe raccontava i dolori e le vicissitudini del giovane Werther certamente non pensava a Nicolò Zaniolo. Eppure l’eroe romantico della stagione volgare della Roma per la prima volta non è riuscito a sguainare la spada e si è scontrato con le prime difficoltà. Così in pochi mesi la sorpresa si è trasformata in attesa e la speranza in aspettativa. Il prezzo delle attenzioni e di un contratto che vede moltiplicare i suoi zeri. “Non è un momento facile per lui: mi aspettavo di più, ha sofferto San Siro”, ha ammesso Ranieri. E il suo approccio ieri non è piaciuto neanche ai tifosi, che sui social e in radio hanno espresso le prime perplessità dopo mesi di elogi.

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BEATA GIOVENTÙ – Settimane da occhi stropicciati dopo il cucchiaio al Sassuolo o la doppietta da record in Champions contro il Porto. Poi però ci sono le dichiarazioni non sempre perfette, i passi indietro, qualche serata in discoteca con Kluivert e lo stallo sul rinnovo che hanno fatto storcere il naso ad alcuni. Dimenticandosi gli errori che abbiamo fatto o le frasi che non avremmo mai dovuto pronunciare a diciannove anni. E per fortuna non c’era nessuno a guardarci o ascoltarci
Eppure al popolo romanista erano bastate poche partite per eleggerlo a degno erede di una dinastia. Non romana, stavolta, ma di campioni sicuro. L’addio di Totti aveva lasciato un vuoto che meritava di essere colmato anche in minima parte. Qualcuno a cui legarsi, qualcuno di cui andare fiero quando si parla con gli amici-nemici tifosi di altre squadre. Zaniolo non lo poteva sapere, ma qui a innamorarsi è un attimo. Basta un “voglio diventare una bandiera e restare a Roma per sempre”: messaggi d’amore forse prematuri, sicuramente rischiosi, soprattutto quando poi per farti vacillare si presentano la Juve, il Bayern o il Real Madrid.

LEGAMI – Dopo un paio di partite in ombra c’è chi si chiede se valga davvero due milioni e mezzo a stagione: la Roma non può e non vuole privarsene, non quest’anno. Così sarà costretta ad avvicinarsi al contratto da top player che chiedono Nicolò e il suo entourage, che fa il suo lavoro ma che alzando così in alto l’asticella crea un solco molto grande tra sentimento e ragione, forse troppo per i romantici cuori romanisti. E uno sgambetto lo fa sicuramente a Goethe, che per il suo protagonista sceglie una vita con una sola, sofferta, passione. E ben venga anche la sofferenza, allora, se serve a saldare un cuore più impavido.

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