Il giudice fa anche affermazioni piuttosto dure nei confronti delle limitazioni imposte alle due curve: "La manifestazione di protesta è l'espressione di un legittimo dissenso avverso le pretese 'misure di sicurezza' interne allo stadio"
La notizia risale ad un mese fa: durante la protesta della Curva Sud attuata al di fuori dello stadio Olimpico nel corso di Roma-Sassuolo, due tifosi romanisti erano stati identificati dalle forze dell'ordine per aver acceso un fumogeno nella zona antistante l'Obelisco. Per entrambi era arrivata da parte del Questore una denuncia ed un provvedimento di Daspo: "Dagli sviluppi investigativi posti in essere dalla Polizia di Stato - riportava la Questura di Roma - si tratterebbe di due tifosi che durante il presidio 'non autorizzato' posto in essere all’esterno della Curva Sud, nella zona di piazzale De Bosis durante lo svolgimento della partita, avrebbero acceso fumogeni violando così la normativa per il contrasto degli episodi di illegalità in occasione di manifestazioni sportive. Per queste persone dunque si profila la denuncia e la sottoposizione a Daspo".
Niente dialogo, niente confronto, soltanto il pugno duro delle forze dell'ordine. Il Questore ha emesso il provvedimento il 13 ottobre, di cui una settimana dopo (il 20) il Pubblico Ministero ha chiesto la convalida. Due giorni dopo, però, il GIP Arturi, ha dichiarato che "la richiesta d'istanza non merita accoglimento, non ravvisandosi i supposti per la convalida del provvedimento indicato". Obbligo di presentazione in questura di 5 anni revocato, dunque. Secondo il GIP, non ci sono i presupposti per cui il ragazzo sia sottoposto all’obbligo di firma poiché non sussiste un discorso di pericolosità per l'ordine pubblico: "Una ricostruzione obiettiva degli elementi fattuali ricavabili dalle relazioni di P.G. non consente di riscontrare i motivi di allarme enfatizzati nel provvedimento sanzionatorio - sostiene il dott. Arturi - e quelle connotazioni di marcata pericolosità per l'ordine pubblico, ingiustamente addebitate ad una pur estemporanea manifestazione di protesta, che, al di là di un corale e chiassoso atteggiamento oppositivo, non risulta essere mai trasmodata in iniziative potenzialmente lesive per l'incolumità dei presente, fatta eccezione per il temporaneo fastidio prodotto dalle emissioni di fumo".
Ma il GIP non finisce qua. La sentenza riporta affermazioni piuttosto dure nei confronti delle limitazioni imposte alle due curve da parte del prefetto Gabrielli, in particolare nei confronti della divisione dei due settori più caldi: "Il nutrito gruppo di tifosi romanisti - continua Arturi - si è limitato a non accedere all'interno dello stadio [...] allo scopo di esprimere simbolicamente la propria posizione critica avverso un pacchetto di misure preventive [...] avvertito non soltanto dagli ambienti ultras, ma anche da consistenti settori della società civile, come pesantemente discriminatorio ed immotivatamente punitivo, specie nei confronti degli spettatori che si sono premuniti di abbonamento annuale".
Secondo il GIP, la manifestazione di protesta dei tifosi romanisti, avvenuta al di fuori dell'Olimpico il 20 settembre, "è l'espressione di un legittimo dissenso avverso le pretese 'misure di sicurezza' interne allo stadio", relativa alla "libertà di opinione e manifestazione del pensiero". Il Giudice, infatti, non ha rilevato situazioni di pericolo o specifici attacchi nei confronti di agenti della polizia giudiziaria e dei cittadini.
C'è di più: per il GIP, la Polizia Giudiziaria ed il Questore nel proprio provvedimento si sono focalizzati, in modo ben poco velato, "non tanto sulle modalità concrete di svolgimento della protesta [...] quanto sull'esistenza stessa di posizioni di dissenso apertamente manifestate da una parte della tifoseria, con l'appoggio ed il conforto di vasti settori dell'opinione pubblica e degli organi di informazione".
L'appoggio. Parola fondamentale. Baldissoni non a caso ieri ha fatto un ulteriore passo avanti: "Stiamo lavorando per riportare le cose alla normalità. Vincere senza i tifosi della Roma non sarebbe la stessa cosa". Un avvicinamento da parte della società giallorossa apprezzato dalla stessa curva Sud. Intanto il GIP, con questa sentenza, ha inflitto un bel colpo alle "misure di sicurezza" imposte dalla Questura e dalla Prefettura di Roma. Qualcosa, forse, si sta muovendo. Finalmente.
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