‘RADIO PENSIERI’, CARINA: “Avrei voluto un giocatore più pronto per l’attacco, come Pedro”

‘RADIO PENSIERI’, CARINA: “Avrei voluto un giocatore più pronto per l’attacco, come Pedro”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Checco Oddo Casano (Centro Suono Sport – 101,5): “Mi dispiace umanamente per Florenzi, soprattutto per come è stato trattato in questi ultimi due anni da una parte di questa città: sono state dette e scritte tante falsità su questo ragazzo, a prescindere dal suo rendimento in campo. E’ del tutto evidente che Florenzi non rientri più nei piani tecnici di Fonseca, si era capito da tempo e credo che ci sarà pochissimo margine a giugno per un suo reinserimento. La formula a sorpresa del prestito secco è stata ritenuta da tutte le parti la soluzione migliore:il Valencia non ha messo sul piatto quel cash necessario per acquistare Florenzi a titolo definitivo e la Roma, che ha necessiterà di fare un tot di plusvalenze, spera che Florenzi possa valorizzarsi per poi trovare una soluzione diversa. Certamente Fonseca e Petrachi si stanno assumendo un enorme rischio, se, come sembra, non arriverà un sostituto“.

Max Leggeri (Centro Suono Sport – 101,5): “Oggi Alessandro Florenzi, visibilmente commosso, ha lasciato Trigoria dopo 9 anni, dopo un lungo discorso fatto al centro del campo dinanzi ai suoi compagni. Un abbraccio collettivo, che smentisce le stupidaggine espresse su questo ragazzo. Un prestito secco, che nella formula lascia spazio chissà ad un ritorno in giallorosso, ma la sensazione è che si tratti di un distacco definitivo. Il Valencia sta acquistando per sei mesi le prestazioni del terzino titolare della Nazionale italiana! Sono stato tacciato di facile retorica perché ho parlato di Florenzi, definendolo più volte il capitano della Roma. Appartengo ad una vecchia generazione di tifosi, in cui la fascia e la romanità sono un connubio indissolubile. Leggo che Florenzi va via per risparmiare parte del suo ingaggio: ci sono calciatori come Mkhitaryan, Pastore, Perotti, Zappacosta, che pesano per oltre 20 milioni lordi sul bilancio. Intanto sono arrivati Villar, Ibanez e Perez per i quali non c’era nessun tifoso a Fiumicino e che graveranno per 30 milioni sul bilancio futuro“.

Stefano Carina (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “La formula con cui la Roma si dovrebbe liberare di Florenzi non mi convince. Avrei compreso di più la cessione a titolo definitivo. La Roma nel derby mi è piaciuta moltissimo però il problema della realizzazione è evidente. Hai costruito tanto e raccolto poco. In prospettiva l’investimento Perez ci può stare, in questa stagione però bisogna arrivare in Champions per motivi di bilancio. Proprio per questo avrei fatto uno sforzo in più per prendere un giocatore più pronto, come Pedro“.

Furio Focolari (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Florenzi ha fatto l’ultimo mese da titolare, scalzando sia Spinazzola sia Santon. Ora tu cedi un giocatore che può fare tre ruoli e prendi tre giovani. Inoltre la Roma non prende un terzino, aspetta Zappacosta che sarà un’incognita“.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Dal punto di vista simbolico la Roma nell’ultimo anno ha perso dei giocatori che hanno rappresentano il suo vanto. Qualche anno fa Florenzi era considerato il degno successore dei campioni che erano venuti prima. Ha vissuto stagioni da grande protagonista nella Roma“.

Luigi Ferrajolo (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Mi risulta che il giocatore ha capito che non tirava aria nella Capitale. L’esclusione nel derby è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non c’è nulla di misterioso nella formula del prestito secco. E’ stato accontentato per farlo giocare e per non fargli rischiare di perdere l’Europeo. Perez secondo me potrà giocare già contro il Sassuolo“.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio – 104,5): “Florenzi si sentiva sotto pressione, però come abbiamo detto anche qualche settimana fa lui con Fonseca aveva chiarito“.

Francesco Balzani (Centro Suono Sport – 101,5): “Una separazione inevitabile, a tratti anche salutare, quella con Florenzi. Fonseca gli chiedeva di fare un lavoro e Florenzi non riusciva a rendere in campo…basta, chiusa qui. La scelta la condivido appieno. Ora serve un terzino destro, serviva prima a maggior ragione adesso. Florenzi si era convinto che potesse essere un grande terzino, non è andata così. Mi auguro per lui che in questi sei messi possa ritrovarsi. I problemi di Florenzi a Roma sono stati principalmente due, oltre al rendimento basso: primo, la fascia di capitano che pesa molto; secondo, l’ingaggio alto“.

Antonio Felici (Centro Suono Sport – 101,5): “Florenzi via col prestito secco fatico a capirla come operazione da parte della Roma, non ha molto senso secondo me, a giugno potresti trovarti col problema di collocarlo da un’altra parte. Capisco la scelta di Florenzi di andare via, a fine anno ci sono gli Europei. Detto questo è un’operazione che capisco e condivido dal punto di vista razionale, mi dispiace molto dal punto di vista emotivo. Ho dei dubbi che con Villar e Perez la Roma si rinforzi, spero di sbagliarmi. Il giocatore più interessante senz’altro è Perez, ho avuto modo di vederlo con l’Inter e mi sembra un calciatore che potrebbe pure esplodere. Villar è tutto da vedere“.

Alessandro Austini (Teleradiostereo 92.7): “Florenzi? Mi dispiace che la Roma perda un ragazzo del genere, che per me rappresenta un valore aggiunto. Ma per come si era messa è un bene per tutti, non rientra nei piani della società e dell’allenatore. Non può più giocare in questa città, la parola fine è stata scritta il 17 giugno 2019. Non è un addio banale, affatto. De Rossi? Sa che qualsiasi cosa direbbe potrebbe scatenare una tempesta, il suo non parlare è un estremo atto di fedeltà alla Roma. I valori sani però li ha anche Florenzi senza dubbio, solo che non è bravo a giocare a calcio come Totti e De Rossi. Gli è arrivato sulle spalle un peso che non è in grado di sopportare. Non so perché non sia mai stato riconosciuto come leader, forse è rimasto un po’ ragazzino, almeno in squadra. Non ha le stigmate del protagonista, lui fa solo quello che gli viene spontaneamente. Però non essere forte come Totti o De Rossi non può essere una colpa. Darlo in prestito secco, poi, mi sembra un po’ troppo. Ora si toglie il vantaggio anche il vantaggio della plusvalenza, perché Florenzi è un capitale, così ha decisamente meno senso”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino 104.5): “Florenzi fa bene ad andare via, gli hanno reso la vita impossibile a tratti. E’ l’ultimo pezzo di una grande Roma, quella del vivaio, che se ne va. In un anno e mezzo sono andati via Totti, De Rossi e Florenzi. E’ una cosa un po’ triste, Florenzi aveva anche un valore simbolico”.

Furio Focolari (Radio Radio Mattino 104.5): “Florenzi è in una posizione strana. Era stimatissimo dai tifosi, ora non ha più queste credenziali. Tecnicamente invece è una perdita, se l’alternativa di Florenzi è Santon mi tengo Florenzi. Il Valencia prende un nazionale italiano. E’ una cosa che va bene a tutti, qui non poteva più stare. E’ vero che Florenzi fa fatica da terzino, ma le alternative non sono eccezionali. Alla lunga penso sia una perdita. A Torino tutti ad attaccare Florenzi, ma tutti hanno giocato malissimo. Ormai era questa l’aria, quindi è giusto che se ne vada ma non è giusto in assoluto. Dei terzini che ora saranno titolari Spinazzola era stato ceduto e Santon era un’alternativa”.

Stefano Agresti (Radio Radio Mattino 104.5): “Florenzi è una perdita a lungo termine, ma anche nel breve. E’ un patrimonio della Roma, ha lasciato a desiderare come terzino ma ci ha sempre messo la faccia. Forse ha pagato anche la tanta disponibilità. Lui voleva andare via, ma anche la Roma lo voleva cedere altrimenti non lo avrebbe fatto. E’ un prestito con diritto di riscatto, che diventa obbligo a condizioni abbastanza facili da raggiungere. Ora a destra giocherà uno tra Santon e Spinazzola, a sinistra Kolarov. E la Roma gioca ogni tre giorni. E’ curioso che Spinazzola era un giocatore da vendere e ora sarà titolare. Alla Roma non penso che abbiano le idee chiarissime, Fonseca stesso”.

Fernando Orsi (Radio Radio Mattino 104.5): “Dopo De Rossi e Totti non mi stupisco che il capitano della Roma vada via. I giocatori simbolo nella Roma americana non esistono più, ma solo giocatori funzionali a un progetto, che può essere giusto o sbagliato. Florenzi non rientrava nel progetto tecnico e questo era evidente. Va in una squadra blasonata come il Valencia. Può allargare i suoi orizzonti di carriera e fare meglio, qui a Roma era chiuso. E’ giusta come scelta da parte del calciatore, la Roma non si sta strappando le vesti ma così sarà anche con Pellegrini. E’ una questione solo di affari e qualità tecniche. La Roma ha sempre avuto un giocatore simbolo e ora non ce l’ha più, gli americani hanno un altro tipo di mentalità”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino 104.5): “Florenzi? E’ una situazione controversa a dir poco. Se ricordiamo Spinazzola, la leadership di Florenzi non sembrava in discussione e anzi stava giocando bene. Nel calcio le cose cambiano in maniera clamorosa da un momento all’altro. Al momento la Roma ha tre terzini, Kolarov, Spinazzola e Santon, perché Bruno Peres è più attaccante di tutti. L’allenatore non stravede per Florenzi, ma in un momento così privarsi di un calciatore del genere… Non so che garanzie possano darti gli altri. Se giocano tutti come al derby allora ciao Florenzi, ma ora rischi di trovarti di nuovo in difficoltà, quello è un ruolo da monitorare, potrebbe diventare pericoloso. Bisogna anche dare dei meriti a Florenzi, che ha accettato di fare il terzino pagandone anche le conseguenze”.

Mario Mattioli (Radio Radio Mattino 104.5): “Florenzi è con le valigie in mano da tutto l’anno, non riesce a dare quello che vorrebbe a Fonseca. Questo è il problema e il difetto di giocatori polivalenti. Giochi dappertutto, ma dopo 8 anni di carriera ti trovi in difficoltà. Io mi aspettavo una tavola rotonda tra il giocatore e la società per definire il ruolo di Florenzi. Al derby Santon, che è un difensore, ha dato garanzie migliori. Under ha strappi incredibili, Kluivert quando è in forma ha spunti interessantissimi. Come esterno alto Florenzi avrebbe dato garanzie tattiche superiori. Ma avendo avuto la sfortuna di avere la fascia da De Rossi si è trovato in condizioni psicologiche da capitano, ma tecnicamente era in seconda fila. Lui non accetta questo ruolo e va via”.

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