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Mannoia: “La Roma è amore, Totti mi incuriosisce”

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La cantante e conduttrice: "Razzismo, scandali e sessismo mi hanno allontanata"

Redazione

Innamorata della Roma ma non più del calcio di oggi, affascinata dalla filosofia del rugby, indignata da sessismo e razzismo e grata per aver incontrato un uomo come Zanardi. Fiorella Mannoia quando parla di sport va tutta di pancia, dà sfogo alla sua emotività, proprio come quando canta. Iniziamo l’intervista chiedendo delle passioni sportive e del perché sia tanto romanista. Lei non esita un secondo. "Ma non si fanno ‘ste domande... La squadra è la squadra. Si può cambiare tutto nella vita, non la squadra di calcio. Io ci sono nata romanista, ho frequentato tanto lo stadio, sono stata una tifosa di quelle con la sciarpetta, ma ultimamente seguo meno, anche perché sono impegnata con il mio programma (La versione di Fiorella su Rai 3, ndr) tre volte a settimana" dice la cantante intervistata da Elisabetta Esposito su La Gazzetta dello Sport. Ad allontanarla è stato solo il lavoro? "In realtà dipende anche dal calcio in sé. Non mi appassiona come prima. Non ha più quella forza di unione di un tempo, oggi è un business, un affare economico più che sportivo. Quei calciatori fedeli alla propria squadra come Totti o Maldini non esistono. Adesso non riesci nemmeno ad affezionarti a un giocatore perché hai paura che l’anno dopo te l’abbiano venduto. E poi c’è la questione razzismo e tutti questi scandali economici, le indagini sui club... Io davvero non capisco, con tutti i soldi che girano nel calcio si parla di deficit e plusvalenze? Mi stufo a sentire queste cose, vorrei solo vedere belle partite". Evitiamo domande specifiche sulla Roma, ma un’idea su Mourinho se l’è fatta? "Il nome è un bel nome. Però aspettiamo, dobbiamo vedere prima i risultati... Ripeto, io ormai non mi affeziono a nessuno. Di certo è un tecnico che può dare una bella spinta". Quale sportivo vorrebbe invitare in trasmissione? "Beh, che te lo dico a fa’ , il capitano. Vorrei chiedere a Totti della sua vita oggi, anche perché uscire dal mondo del lavoro a 40 anni è difficile, sei tanto giovane. Dopo tutto l’amore ricevuto, cosa fanno questi ragazzi?". Parlando di Totti una volta ha sottolineato la “pressione d’amore” nei suoi confronti. "Verso i calciatori c’è quest’attenzione enorme. Se pensate a Maradona, a quello che ha fatto nel mondo, a quanto è stato famoso, avete la misura di che cosa significhi il calcio. Questa pressione d’amore che la gente ha per te a volte è meravigliosa, altre è un cappio al collo, qualcosa che ti soffoca. Se io vado fuori dall’Italia non mi conosce nessuno, per questi invece non ci sono frontiere, ovunque vadano sono conosciuti e riconosciuti, può essere una trappola. Per Maradona lo è stata". C’è uno sportivo per lei particolarmente importante? "Alex Zanardi, forse l’atleta che ho conosciuto meglio. È uno degli uomini che ammiro di più nella vita. Ha dimostrato che il limite non esiste, anche se con lui il destino si è accanito. È una di quelle persone che quando le hai davanti sai che sta succedendo qualcosa. Ha davvero lasciato un segno dentro di me, lo ammiro tanto per la forza di volontà e umiltà. È un uomo speciale, non se ne trovano tanti come lui".