rassegna stampa

In Bielorussia con i superstiti

Ad attendere la Roma questa volta è la squadra più debole del girone, il BATE Borisov. Questo sulla carta, perché le statistiche dicono altro

Redazione

In attesa che il Lazzaretto giallorosso ritrovi la più umana dimensione di ospedale da campo, la seconda giornata di Champions chiama a raccolta i superstiti, già volati in Bielorussia, dove li attende la squadra teoricamente più debole del girone già sconfitta duramente a Leverkusen.

Impresa dunque alla portata dei romanisti, nonostante le pesanti assenze, se non intervenissero dati statistici. Uno riguarda Garcia, che alla guida del suo Lille, fu sconfitto in casa dai bielorussi, prima di prendersi la rivincita in trasferta. In quella stessa edizione era il 2012-13 sul campo del Bate sarebbe caduto il Bayern che però alla fine avrebbe sollevato la coppa con le orecchie.

In quello stadio, per altro, il Milan e la Juve, allora ai vertici dei valori europei, non sarebbero andati oltre il pareggio. Non proprio una gita di piacere per la Roma, che prima della sosta sarà attesa da una trasferta non facile a Palermo con i siciliani avvelenati dopo tre rovesci si fila. A Barcellona il Bayer va a difendere il suo primato per effimero che possa apparire. Per il Barcellona non basta il trionfo elettorale dei separatisti catalani a restituire il sorriso a Luis Enrique per due mesi privo del suo profeta, dopo il crack del ginocchio accusato da Leo Messi.

Una volta che Pedro è volato tra le braccia di Mourinho, ci vorrà qualche variante tattica, anche se Iniesta rappresenta una garanzia in qualsiasi zona del campo. Domani toccherà alla Juve, alla quale il raid corsaro a Manchester non è bastato a rendere meno amaro un avvio negativo sconosciuto da decenni.

Severo anche il secondo ostacolo in questo girone di ferro, il Siviglia sta ritrovando i motivi migliori, presenterà qualche omaggio di lusso offerto dalla nostra massima divisione. Riscatto non agevole per il City, visto che il ‘Gladbach è risorto con squilli di tromba dal baratro nel quale era precipitato dopo un avvio da incubo.

(G. Giubilo)