Un rientro non banale quello del capitano. A Mou basta la presenza

Ripartire. È la volontà di Mourinho, la speranza della proprietà Usa, la certezza di Pellegrini, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Dopo il rodaggio di San Siro (20 minuti), a Reggio Emilia Lorenzo torna a guidare la Roma. Un rientro non banale. Come special fu la consacrazione di José il 25 agosto, alla vigilia della prima partita ufficiale all’Olimpico contro il Trabzonspor: “Capisce il calcio, è intelligente. Se ne avessi tre in squadra, li farei giocare tutti“. Domani si accontenterà di averne uno. Quello originale. A Mou basta la presenza. Con Lorenzo in campo la manovra è più fluida e la squadra certamente più pericolosa. I numeri dei gol segnati non regalano bene la percezione. Perché nelle 15 gare nelle quali è partito titolare in campionato, la Roma ha segnato 26 volte (media 1,7). Nelle 9 in cui non c’era 14 (1,5). Sottigliezze statistiche che tuttavia assumono altro risvolto se si analizzano proprio le 9 partite nelle quali il Capitano giallorosso è stato out. In 3 di queste (Bologna, Inter e Genoa), la squadra è rimasta a secco. Pellegrini riparte dunque dal Sassuolo, il suo passato, la squadra che lo ha fatto conoscere in serie A, prima di essere ricomprato dalla Roma per 10 milioni.

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