Guardando Totti aspettando Montella

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – P.Liguori) – Alla fine, dobbiamo ringraziare Luis Enrique.

Si è chiamato fuori dal gioco da solo. Per fortuna, perché con l’aria che tirava a Trigoria, carica di retorica e di finzioni, c’era anche il rischio che fosse riconfermato. Una follia: nessuno avrebbe mai voluto ammettere l’errore di aver affidato un progetto difficile ad un allenatore inadatto, per sua stessa ammissione. E così ci hanno regalato l’ultimo paradosso: chi ha sempre criticato l’allenatore, lo accompagna all’uscita con simpatia, chi l’ha sostenuto, si sente tradito. Voltiamo pagina in fretta e facciamo finta che non ci sarà nessun’altra resa dei conti.

Garantisce, come al solito, Francesco Totti, non più soltanto Capitano, ma ieri più che mai grande dirigente e sostenitore romanista, al di là di qualsiasi ragionamento. Oggi a Cesena non si gioca l’ultima partita del campionato, ma la prima di una nuova epoca giallorossa, nella quale non saremo più costretti a minimizzare gli errori tattici, a raccontarci concetti affascinanti e fumosi, a nascondere lo stipendio di un allenatore dipinto a volte come un fenomeno oppure, secondo convenienza, come uno che deve ancora capire. A tre milioni l’anno. Con Montella non andrà così: lui guadagnerà quanto merita e sa già molto bene che sarà chiamato a rispondere dei risultati. Troppo concreto, Vincenzo, per raccontarci il record de passaggi, compresi quelli inutili. Con Montella ripartirà, con un anno di ritardo, il progetto di un rinnovamento fondato sui giovani, che lui ha già allenato con successo.[…]

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