Stadio gate: le 3 inchieste saranno unificate. Maxiprocesso per Parnasi & Co.

Il costruttore romano e altre 11 persone, accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito

di Redazione, @forzaroma

Quello sul nuovo stadio della Roma diventerà un maxi-processo: su richiesta della Procura di Roma, l’ottava sezione collegiale del Tribunale ha infatti deciso di unire in un solo filone le tre diverse inchieste avviate lo scorso anno, che hanno portato al rinvio a giudizio di 16 persone.
L’inchiesta principale vede imputati il costruttore Luca Parnasi e altre 11 persone, accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito, scrive Enrico Chillè su Leggo.

La seconda inchiesta, invece, vede imputati, tra gli altri, il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, e l’avvocato Camillo Mezzacapo, entrambi presenti in aula nella giornata di ieri. La terza inchiesta, infine, vede imputati Luca Lanzalone e Fabio Serini. La decisione di riunire in un solo processo le tre inchieste è motivata dal fatto che i tre filoni erano nati dalla stessa indagine, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo e coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dai pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli.

Tra i testimoni che saranno chiamati a comparire in aula non mancano i nomi eccellenti a livello istituzionale. I pm, così come i legali di Marcello De Vito, hanno infatti richiesto la presenza della sindaca Virginia Raggi e di un altro importante esponente pentastellato, l’attuale ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Il maxi-processo, però, vedrà come testimoni anche Massimo Colomban (ex assessore alle Partecipate) e Paolo Berdini (ex assessore all’Urbanistica), oltre al direttore generale del Campidoglio, Franco Giampaoletti, e a Mauro Baldissoni, dirigente della AS Roma. L’ottava sezione collegiale, guidata da Paola Roja, ha ammesso in toto’ le liste testi presentate dalle parti e aggiornato il processo al prossimo 5 marzo, quando sarà nominato un perito per trascrivere le intercettazioni.

Si attende, intanto, la conclusione di una quarta inchiesta della Procura di Roma. Resta infatti da chiarire la posizione di tre costruttori attualmente indagati: si tratta di Giuseppe Statuto e dei fratelli Pierluigi e Claudio Toti, proprietari di Lamaro Appalti.

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