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Corriere della Sera

Troppi gialli e troppi rossi. La Roma paga il nervosismo

Getty Images

Con 67 cartellini gialli in 26 partite di campionato, 5 rossi per somma di ammonizioni e 1 rosso diretto, quella giallorossa è la più  sanzionata tra le prime otto

Redazione

José Mourinho, Tiago Pinto, Nuno Santos e Stefano Repetti, rispettivamente l’allenatore, il general manager, il preparatore dei portieri e il preparatore atletico. Domenica contro lo Spezia (ore 18) sarà una Roma dimezzata dal Giudice sportivo più nello staff che nei calciatori. Il finale convulso della partita contro il Verona - finita 2-2 in rimonta dallo 0-2 - è costato caro al tecnico portoghese e ai suoi collaboratori, scrive Gianluca Piacentini sul Corriere della Sera.

Se il nervosismo da campo può essere in qualche modo giustificato, a stupire è la squalifica del generale manager per le parole rivolte a Pairetto sotto il tunnel dello stadio Olimpico a fine partita. Un episodio che è sintomatico della tensione che si vive a Trigoria, un marchio distintivo dello Special One che fin dalle amichevoli estive (fu espulso in quella contro il Betis

Siviglia) ha cercato di trasmettere ai suoi calciatori uno spirito combattivo che non tutti hanno. E, come spesso accade in questi casi, è alto il rischio di varcare il confine tra personalità e isteria (a volte collettiva) perdendo il controllo. Con 67 cartellini gialli in 26 partite di campionato, 5 rossi per somma di ammonizioni e 1 rosso diretto, quella giallorossa è la più  sanzionata tra le prime otto della classifica. Più che una Roma nervosa, però, a Mourinho serve una squadra con personalità. E non è la stessa cosa.