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Dal Barça ai “like” per venderlo: Florenzi, la caduta del capitano

LaPresse

"Bello di nonna" e la semifinale Champions. Poi la frattura: col tifo e con Fonseca

Redazione

Alessandro Florenzi è la prova provata che oggi la normalità è impossibile. Ha un fisico normale in un calcio di culturisti. Ha una famiglia meravigliosamente normale: ha sposato la fidanzata di sempre, conosciuta da ragazzo sugli spalti dell’Olimpico. Ha rivestito ruoli normali - il problema semmai è che ne ha fatti troppi - nella sua carriera. Eppure si è trovato a spaccare (la) Roma neanche fosse un Cassano o un Manfredonia, scrive Luca Valdiserri sul "Corriere della Sera". È stato il nipote che tutto il mondo voleva, vedi il famoso bacio a nonna Aurora in diretta tv dopo il gol segnato al Cagliari il 21 settembre 2014. Ma è stato anche chiamato "Trenta denari" o "Capitan dentiera" dai suoi detrattori. Ha donato due volte alla Roma il ginocchio sinistro, ma questo non è bastato a farlo amare da tutti. Ora parte per Valencia in prestito gratuito fino a giugno perché i due club non hanno trovato una formula migliore. L’importante era andare lontano, perché l’aria di Trigoria era diventata irrespirabile. Se tornerà, non sarà per restare.

Florenzi ha giocato in giallorosso 277 partite e segnato 28 gol. Non tantissimi, ma anche questi poco normali. Di nonna Aurora abbiamo detto. Il gol segnato da centrocampo al Barcellona, in Champions League, il 16 settembre 2015, è disponibile sul web da qualunque angolazione, compresa quella del portiere Ter Stegen, uccellato da 55 metri e mezzo. Quella sera tutto sembrava possibile per il ragazzo di Vitinia, che un mese e mezzo dopo mise la fascia da capitano dal primo minuto.

Ma poi è cominciata la salita. Zeman lo ha eletto a simbolo dell’impegno che in altri mancava, Garcia gli ha fatto provare l’ebbrezza di un ruolo in attacco (dove ha dato il meglio), Sabatini lo ha involontariamente rovinato con una delle sue iperboli ("da terzino sarà il nuovo Dani Alves"), Totti gli ha preferito Pellegrini, Kolarov lo ha delegittimato nell’intervallo di Samp-Roma ("Chiamate Florenzi! Con chi c... sta parlando?") e Fonseca non l’ha mai ritenuto importante, fino al «like» social sulla sua cessione.