L'avvocato Stagliano interviene sul calcioscommesse

di Redazione, @forzaroma

L’Avvocato Mario Stagliano, ex vice capo dell’Ufficio Indagini della FIGC, è intervenuto sulle frequenze di Radio Ies (99.8 FM), durante la trasmissione “Radio città“, condotta da Marcello Micci, per parlare della situazione calcioscommesse e non solo.

Come riporta il sito “Gazzetta Giallorossa”, Ecco le sue parole: Ne stavamo parlando da tempo, questo è un vero e proprio terremoto.

“Era atteso, è stato ampiamente anticipato, Mentana due mesi fa anticipò l’arrivo di ordinanze di custodia cautelare, e sono arrivate in misura quantitativamente maggiore rispetto alle attese. In linea di principio non sono d’accordo, per deformazione professionale ritengo che non ci fossero i presupposti per disporre un’ordinanza di custodia cautelare, ma questa è un’antica diatriba che ci vede contrapposti ai magistrati. Sto parlando della limitazione della libertà e non della colpevolezza o dell’innocenza delle persone che sono state colpite da questa ordinanza”. Si ha la sensazione di essere all’apertura di una porta… “Le ordinanze emesse rigurdano le partite sulle quali già si era detto molto non mi pare che ci siano nuove partite coninvolte, ci sono delle cose che allargano il campo delle responsabilità perchè se fossero vere le affermazioni a proposito dei 600 mila euro utilizzati per corrompere i calciatori e due milioni di scommesse su una certa partita o dichiarazioni che avrebbe reso questo indagato anche lui attinto da ordinanza di custodia cautelare nell’interrogatorio reso in Ungheria il quadro si farebbe piu grave”. Sulla responsabilità oggettiva. “La responsabilità oggettiva è un baluardo della giustizia sportiva, non se ne puo fare a meno senza di essa cadrebbe un’architrave. A questo punto dovremmo andare a ricalco della giustizia ordinaria, attendere le decisioni adotatte da essa che normalmente impiega anni prima di arrivare alle onclusioni e dunque discutere sulle eventuali penalizzazioni, retrocessioni o squalifiche dei tesserati tra 5 anni, non se ne puo fare a meno. La responsabilità oggettiva resta un caposaldo della giustizia sportiva, quest’ultima si deve muovere solo dopo aver ricevuto il via dalla prima. Chiunque abbia frequentato uno spogliatoio sa quale pletora di gente giri attorno ad una squadra , dirigente accompagnatore, massaggiatore, medico, direttore sportivo, team manager, se nessuno si accorge di nulla allora si è incapaci di gestire una squadra. Se il singolo giocatore prima di andare al ritiro andasse a giocare una scommessa, lo saprebbe solo lui; ma qui parliamo di partite in cui sono coinvolti cinque, sei sette giocatori, io sto studiando gli atti perché dovrò rappresentare una società terza interessata in un processo che a questo punto dico forse dovrebbe partitre giovedi davanti alla commissione disciplinare. Ci sono partite in cui sono coinvolti nove tesserati, ma come è possibile che una società non lo sappia? “.

 

Sulle parole di Buffon. “Buffon poteva risparmiarsi quelle parole, ormai siamo abituati da personaggi piu importanti di Buffon a sentir dire “Sono stato equivocato dalla stampa”, se il suo pensiero fosse stato diverso da quello che ha espresso avrebbe dovuto contare fino a dieci. Mi dispiace parlare così di un giocatore al quale tutti noi Italiani dobbiamo moltissimo visto che ci ha fatto vincere un mondiale”. Le parole di Buffon sono però diverse da quello che sta succedendo quest’oggi. “Il problema è che da un anno ci stiamo occupando di calcioscommesse, la domanda si riferiva al suo allenatore di quest’ anno. I fatti riguarderebbero l’ allenatore Antonio Conte, che l’anno scorso allenava il Siena, è indagato epr uno scandalo legato a un’acquisizione di determinati risultati, non al discorso per cui “Non facciamoci male in campo con un punto ci salviamo tutti e due”, qui dietro ci sono i risultati per avvantaggiarso in classifica e intorno a questo c’è genete che ha scommesso, che si faceva restituire le buste di soldi tra gli asciugamani, se Buffon risponde fischi per fiaschi sbaglia”. Che fine farà il calcio italiano? “La fine che farà il calcio italiano dipende dai dirigenti, se un giorno decidessero di non mettersi a tavolino solo per discutere la ripartizioni diei diritti televisivi, l’articolo 22 e così via, ma di chiamare il sindacato calciatori per fare delle norme interne contrattuali che vietino determinati comportamenti per tutte le scommesse fossero anche al superenalotto, forse farebbero un passo avanti. Nessuno si è mai occupato di queste situazioni, quei presidenti che si sono riempiti la bocca di valori eticiche cosa hanno fatto per questi problemi?”. In passato sono stati osservati dei tempi lunghissimi, ora questo non potrà più essere. “Se la procura di Cremona dovesse trasmettere gli atti quel filone di indagine si chiuderebbe in tempi brevi, intendo non prima della fine di giugno. So che sono già arrivati gli atti da Bari e che sono già al vaglio della procura federale”. Fonte: Radio Città, RadioIes

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