Arriva la fidelity card: ma cosa cambia?

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – SPY CALCIO F.Bianchi) In settimana l’Osservatorio del Viminale darà le linee guida per la prossima stagione:

non dovrebbe cambiare nulla per quanto riguarda la tessera del tifoso, che sarà necessaria, anzi indispensabile, per fare l’abbonamento e per andare in trasferta.

La trasformazione in fidelity card (carta fedeltà) infatti dipende dai club, più che dal Viminale: di sicuro, e questo è un fatto positivo, non sarà più una tessera-business, ma bisogna vedere se davvero le società hanno intenzione di venire incontro ai loro tifosi. Come? Semplice, facendola diventare davvero una carta fedeltà, come quella dei supermercati o dei benzinai. Sconti, facilitazioni, punti-premio, eccetera. Per ora su questo terreno si sono mosse Siena, Udinese, Milan. La Juventus, con il suo nuovo stadio, è un esempio da seguire (a parte i cori razzisti che hanno rischiato di costare la squalifica del campo).

Altri club fanno poco, o nulla, per i loro sostenitori. Perché, ad esempio, non si battono per cancellare l’articolo 9? E’ quello che vieta al tifoso di avere la “tessera” se ha avuto una condanna (o un Daspo) nei cinque anni precedenti. E’ semplicemente assurdo: lo stesso Osservatorio è contrario a questa norma, ma a livello politico, tranne un tentativo dei Radicali, non si muove nessuno. Silenzio totale. Speriamo che almeno quest’anno non ci siano più quei problemi che ci sono stati in molti casi per l’acquisto dei biglietti. Situazioni a volte grottesche, con padri che non potevano portare i loro figli allo stadio.

L’Osservatorio ha promesso la massima attenzione. La fase dell’emergenza è finita, forse è arrivato davvero il momento di rivedere, con serenità, l’intera materia degli stadi. Ha detto bene Cesare Prandelli: “Non c’è niente di male ad essere ultrà”. Sbaglia clamorosamente chi associa gli ultrà ai violenti. Non è così. Ci sono anche violenti fra gli ultrà come ci sono in tribuna d’onore, e in altri settori dello stadio. All’estero i club hanno una maggiore attenzione per i loro tifosi, c’è più rispetto: facilitato forse dal fatto che gli stadi sono di proprietà, è vero. Che le regole sono più chiare. Da noi, sovente, ci si ricorda dei tifosi quando c’è da “spremerli”: presto inizia la campagna abbonamenti. Vedrete che i club si ricorderanno dei loro tifosi… A proposito: che fine ha fatto il famoso albo degli striscioni? Non se ne parla più. Per fortuna.

 

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