Pioli: “Quello che i dirigenti della Roma hanno fatto con Luis Enrique sia esempio per tutti”

di Redazione, @forzaroma

Stefano Pioli, intervenendo in esclusiva a Tele Radio Stereo, ha dichiarato:

“Era difficile prevedere dopo l’addio al Palermo quello che con il Bologna abbiamo fatto. Ho colto l’occasione che mi si è presentata e ora ci godiamo una stagione che ci ha fatto togliere grandi soddisfazioni. Ma al momento del distacco da Palermo non potevo immaginare cosa mi sarebbe capitato.

Ambire a poter crescere e lavorare bene in ambienti ambiziosi è nella natura di ogni allenatore. E’ normale che ci siano voci su di me. Io a Bologna sto bene, mi hanno messo nelle condizioni migliori per poter lavorare. Nei prossimi giorni mi incontrerò con la dirigenza per prolungare il contratto. La Lazio? Ho letto sui giornali di un interessamento nei miei confronti, non ho avuto alcun contatto in proposito, neanche con altre società. Escludo che io lasci il Bologna. Il mio staff abbiamo voglia di dare continuità al lavoro impostato quest’anno. I presupposti per fare bene ci sono.

Sappiamo di perdere con certezza un grande calciatore e un grande uomo come Marco Di Vaio, ma poi credo che una squadra figlia dell’organizzazione che nasce dai progetti della dirigenza sappia sopperire anche alle assenze più importanti. Un allenatore, quelle che sono le sue idee, deve rapportarsi ai dirigenti in chiave mercato, ma bisogna tenere sempre conto di necessità, magari dettate da questioni economiche, da possibili cessioni, di giocatori che magari vogliono fare nuove esperienze. L’importante è l’interazione.

I miei allenatori preferiti? Guardando all’estero dico Guardiola e Mourinho. Diversi tra loro, ma entrambi vincenti. Ferguson? Fuori categoria, lui rappresenta l’inarrivabile.

Se Zeman tornasse in A sarei contentissimo, l’ho sempre stimato e dimostra anno dopo anno di essere

Ramirez quest’anno è cresciuto tanto, e ha ancora tanti margini di miglioramento. E’ logico che sia nel mirino di grandi club, starà al Bologna valutare il suo futuro, anche se a oggi non mi risulta che ci siano trattative avviate.
Bologna è un ambiente esigente ma con grande passione. E che riconosce i meriti di chi lavora bene. E’ una tifoseria sempre vicina alla squadra, che ha avuto un passato glorioso, che ha saputo soffrire negli anni, ma che per esempio quest’anno anche quando la situazione era difficile ci sono stati vicini.

Un anno fa incontrai Sabatini per la Roma. Lo conoscevo come professionista eccellente, l’ho scoperto come persona chiara, schietta. Ero ovviamente lusingato per il contatto per la panchina della Roma. Poi hanno scelto Luis Enrique e posso dire che il loro progetto tecnico sia di grande livello. Dimostrando la loro capacità manageriale.

La Roma di Luis Enrique è la squadra migliore che abbiamo incontrato quest’anno. Nella partita di andata ha espresso organizzazione di gioco, idee, qualità, convinzione che i giocatori recepivano dall’allenatore, crearono tantissime palle gol. Le sue idee sono vincenti, poi nel calcio molto spesso contano quasi esclusivamente i risultati ma di Luis Enrique parlo bene perché ha mostrato idee e convinzioni, oltre alla cultura del lavoro.

Montella è uno di quegli allenatori che sanno dare un’identità alla propria squadra. A Catania, ma anche nei tre mesi sulla panchina della Roma, ha dimostrato di avere talento.

Nel nostro mestiere possono esserci momenti difficile. Possono portare anche a lasciare una panchina in corso d’opera, perché ci sono tante pressioni, si pretende molto. Io come tutti gli allenatori amo il mio lavoro, e soggettivamente nei momenti più delicati mi affido alla passione”.

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