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Inventing Abraham: sempre in campo e zero fischi. E il gol è spesso fuori casa

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A sei mesi dalla sua prima partita il bilancio è positivo per l'inglese che insegue Montella e non si tira mai indietro

Francesco Balzani

Chi salvi in questa stagione? Nonostante manchino ancora 10 giornate di campionato (e si spera tante altre di Conference) la domanda a Roma già circola da un po’. Nelle risposte che iniziano sempre con un “mah” dubbioso il primo nome è quello di Tammy Abraham, seguito (a volte, ma non sempre) da quelli di Zaniolo e Pellegrini. In alcuni casi pure Rui Patricio. Di certo l’inglese è il giocatore che ha convinto maggiormente tifosi e addetti ai lavori e a testimoniarlo, oltre alle prestazione, ci sono i numeri: 18 gol (con 1 solo rigore) e 5 assist in 34 partite. La maggior parte delle esultanze sono arrivate in trasferta e questo fa ben sperare in vista della delicata trasferta di la Spezia di domenica alle 18. Delle 11 reti di campionato ben otto sono arrivate lontane dall’Olimpico. Solo una volta (a Venezia) non hanno portato punti a Mourinho. Il tecnico portoghese ha voluto fortemente Abraham che al suo primo anno punta a fare meglio di Montella (18 gol alla fine della stagione) con la discriminante di venire da un campionato totalmente diverso. Ovviamente il livello della serie A si è abbassato ma a sei mesi esatti dalla sua prima gara in giallorosso il giudizio non può che essere positivo.

 

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Onnipresente e amato dai tifosi: sei mesi da applausi

Lo Special One non ci rinuncia mai, anche quando la caviglia destra non è proprio in condizioni perfette. Lo testimoniano anche in questo caso le statistiche. Abraham è di gran lunga l'attaccante più utilizzato con 2666 minuti disputati. Alle sue spalle Zaniolo staccato con 1979'. Tolto Rui Patricio l'inglese è il terzo giocatore di movimento alle spalle dei difensori Ibanez (2719), Karsdorp (2671) e Mancini (2669). Di fatto Tammy ha saltato solo la partita contro l'Inter (finita 0-3 per i nerazzurri) causa squalifica assurda rimediata a Bologna. “Può migliorare, lo voglio più cattivo”, ha più volte detto Mou che in carriera ha allenato bomber come Drogba, Benzema, Ibra e Kane. Nel frattempo il Chelsea osserva da lontano, ma per ora non ha intenzione di pensare al diritto di recompra da 80 milioni nonostante la crisi di nervi di Lukaku. Lui, Abraham, nonostante la crisi tecnica a Roma si trova molto bene e ha istaurato un bel rapporto con la tifoseria oltre che con alcuni compagni come Zaniolo. Anche lui, ovviamente, si aspetta un mercato di rafforzamento importante. Ma chi non se lo aspetta?