Derby, striscione contro Zaniolo a Trigoria: “Zoppo de Roma come Rocca” – FOTO

Nella notte alcuni sostenitori della Lazio hanno esposto questo messaggio davanti ai cancelli del Bernardini. La figlia Chiara sui social: “Vergognatevi da qui all’eternità”

di Redazione, @forzaroma

I tifosi della Lazio accendono gli animi in vista del derby. Nella notte alcuni sostenitori biancocelesti hanno affisso uno striscione davanti ai cancelli di Trigoria: “Zaniolo come Rocca… zoppo de Roma” con allegata l’immagine di una carrozzina per disabili. Nel 1979, durante il derby in cui perse la vita il tifoso laziale Vincenzo Paparelli, nella Nord era stato esposto lo striscione “Rocca zoppo de Roma”. Una sorta di remake dell’insulto, come accaduto nel 2006. “Totti bavoso, i morti non resuscitano” il messaggio apparso quattordici anni fa, anche quella volta ispirato a uno striscione contro Rocca esposto sempre nel 1979.

Un altro attacco dei laziali al numero 22 romanista, dopo il coro “salta con noi” cantato dalla Curva Nord e i ripetuti insulti alla mamma del giocatore Francesca Costa. Domani si prevede un prepartita ad alta tensione. Duemila, tra poliziotti e carabinieri, saranno impiegati sul perimetro dell’Olimpico per mantenere l’ordine pubblico.

In mattinata poi è arrivata la replica via social della figlia di Francesco Rocca, Chiara:

“Vi sentite meglio adesso? Vi sentite più forti, più grandi, più intelligenti? Buon per voi. A me fate schifo invece. E mi fate schifo non in quanto laziali ma in quanto esseri umani, individui con cui purtroppo condivido l’appartenenza alla specie. Non si tratta di Roma e Lazio, quello che è stato scritto stanotte fuori Trigoria va ben oltre. È la prova senza eguali di quanto sia malata la società di oggi che riesce a trasformare anche un gioco bello come il calcio, per cui qualcuno ha dato la vita, in un luogo malato, dove non esiste solidarietà, umanità ma soltanto violenza. Probabilmente chi ha scritto una cosa del genere non ha idea del calvario legato a un infortunio, non ha idea di quello che ha passato mio padre, portandosi dietro gli strascichi per sempre e di quello che, mi auguro in maniera inferiore, sta passando Nicolò Zaniolo. Prendersela con chi, per cause esterne, si è ritrovato in passato e con chi si ritrova oggi in una situazione di difficoltà fisica è un gesto da vigliacchi. Un infortunio subito da giovanissimi, come è accaduto a mio padre e a Nicolò Zaniolo, è un segno indelebile su cui nessuno si deve azzardare a mettere bocca. Nicolò Zaniolo si riprenderà, noi tutti, mio padre in primis essendoci passato, glielo auguriamo con tutto il cuore e gli siamo vicini. Mio padre, dal canto suo, è una persona meravigliosa, un guerriero che voi non avete neanche idea, pure se “zoppo” come lo definite voi. Quindi concludo dicendo sciacquatevi la bocca e vergognatevi da adesso all’eternità”.

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