Roma-Lazio ‘Te lo dico su Facebook’: “Solo Totti degno di questa maglia”

di finconsadmin

(di Alessio Nardo) Ci sono derby da vincere, ed altri assolutamente da non perdere. Questo, l’ultimo, rientrava nella seconda categoria. Impossibile solo pensare di proseguire la striscia negativa e dare un’altra gioia ai dirimpettai. Quelli l?, che a vincere i derby hanno imparato da poco e che in fondo ci stavano prendendo gusto. Alla fine, si pu? discutere se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto. Di certo non ? tutto vuoto, come lo scorso 11 novembre, come il 4 marzo di un anno fa o il 16 ottobre del 2011. La loro serie ? gi? finita, e ora possiamo tranquillamente riflettere su noi stessi. Sui nostri (ormai impercettibili) pregi, e sui nostri difetti sempre pi? concreti ed evidenti. Riviviamo l’1-1 dell’Olimpico attraverso analisi e commenti del popolo giallorosso di Facebook.

 

Consueta vigilia di paura. La classica tensione sportiva fa il paio con i soliti vergognosi scontri all’esterno dello stadio. Minuto dopo minuto, ci si trascina in una vigilia snervante. C’? chi sogna l’impresa, chi spera di limitare i danni, chi teme il quarto schiaffo. Tanta pressione, nervi a fior di pelle. Scoccano le ore venti e arriva l’undici titolare scelto da Andreazzoli. Si torna alla difesa a quattro, con Torosidis e Marquinho esterni e Marquinhos-Cast?n coppia centrale. In mezzo al campo trovano spazio Bradley, De Rossi e Florenzi. Davanti, a supporto di Totti, ci sono Pjanic e Lamela. Soddisfatti delle scelte sia Lucio (“Finalmente Burdisso in panchina, non se ne poteva pi?…”) che Arianna (“Meglio di cos? non poteva farla sta formazione, ora tocca a loro”). Di parere contrario Marco (“Oggi, pur di metterlo in campo, schiera Marquinho terzino sinistro?!?! Annamo bene…”) e Fedele (“Mettere Marquinho su Candreva ? un sucidio tattico”). Saggio il pensiero di Riccardo (“Basta che non giochi Tachtsidis, senn? se perde sicuro”), piuttosto chiare le richieste di Antonio (“Questa ? la vostra ultima possibilit? di non deluderci”), Ivano (“Vediamo di dare un senso a sto campionato…cominciando da stasera!!”) e Luca (“Riusciranno le nostre simpatiche fighette a regalarci almeno UNA gioia in questa stagione melanconica???”). Finalmente le squadre in campo. I due capitani, i ventidue protagonisti. Si va.

 

La partenza giallorossa non ? malvagia. I reparti sono compatti, l’aggressivit? c’?, gli inserimenti offensivi anche. Sembra l’inizio di una serata interessante. Dopo dieci minuti, per?, si sveglia la Lazio. Una rapida ripartenza porta al destro violento Candreva (deviazione in angolo di Stekelenburg). Poi, al 16′, la Nord esplode. Lulic serve orizzontalmente Hernanes, finta del brasiliano su Cast?n e sinistro supersonico sotto l’incrocio dei pali. E’ una maledizione, la Roma ? di nuovo sotto nel derby. Luigi prova a stemperare l’incazzatura (“0-1,? i trattori suonano a festa!!”), Mauro ? terribilmente realista: “Gi? noi famo ride, poi questi trovano sempre l’eurogol o l’episodio favorevole…”. Per circa mezzora, la Roma sparisce dai radar. Lenta, impaurita, intimidta. La Lazio, forse troppo rinunciataria, domina nel possesso palla ma non affonda ulteriormente. Un segnale di risveglio giallorosso arriva in extremis, al 45′, quando Totti (ben servito da Florenzi) scaraventa un gran destro che Marchetti respinge. Duplice fischio di Mazzoleni, ? 0-1. L’amarezza e la rabbia nei commenti di Andrea (“La vergogna continua, grazie a tutti…”), Ruggero (“Come siamo messi in campo???? Che tristezza immensa che mette la Roma da due anni a questa parte….. umiliati da tutti”), Martino (“Dopo Palermo che ci aspettavamo??”) e Massimiliano (“La solita squadra de ballerine…molli senza VELENO non se vince un derby”). Aldil? dell’incrollabile fede, in pochi sembrano aver fiducia. La sensazione ? che si vada verso un’altra indigeribile sconfitta.

 

E in effetti, l’inizio del secondo tempo rasenta la trama dei peggiori film horror. Al 2′, Lulic asfalta Torosidis e crossa in area. Marquinhos, scoordinato, nel tentativo di fermare il pallone di petto lo tocca col braccio sinistro. Mazzoleni non ha dubbi, ? rigore. I fazzoletti son gi? pronti, lo 0-2 avrebbe il sapore della sentenza finale. Ed ? proprio a quel punto che il destino si ricorda di noi. Hernanes, pago della precedente prodezza, calcia male e sciupa l’occasione. Palla fuori, la Roma ? ancora in partita. “Hernanes come Floccari, e ora annamo a rimont?”, dice Alessio. E in effetti, questo derby sembra ricordare il magico 2-1 di due anni fa. Loro sbagliano il rigore, e poco dopo siamo noi a dover battere dagli undici metri. Pjanic subisce fallo da Hernanes, dal dischetto Totti ? spietato. Nove gol nei derby (come Delvecchio e Da Costa), un altro record. “Divino Francesco, andiamo a vincere”, dice Ernesto, seguito da Gabriele (“E’ una partita segnata dal destino, ? il nostro derby. Sotterriamoli!”). A venti dalla fine, la Lazio resta in dieci per l’espulsione di Biava. La Roma ci prova, con lentezza e senza grandi idee. Florenzi e Lamela, entrambi ad un passo dal 2-1, strozzano in gola l’urlo degli oltre 40.000 cuori romanisti. Niente, non si vince. L’impressione, al triplice fischio, ? di aver sprecato una chance, ma anche di aver rischiato fortemente la quarta umiliazione consecutiva.

 

Parlare di soddisfazione ? eccessivo. Il risultato non ? da buttare, ma la prova complessiva dei ragazzi richiama le feroci critiche di Baghy (“Come si fa a non vincere neanche in 11 contro 10? SOLO TOTTI DEGNO DI QUESTA MAGLIA”), Marco (“La Roma non esiste….c’e’ solo Totti e non e’ highlander….gli altri SOPRAVVALUTATI!!!!”), Arianna (“Ma quanto ancora dobbiamo aspettare x vincere un derby? Vergognosi!!!!!”), Emiliano (“Io me so divertito de pi? a Palocco-Cerveteri de ieri mattina, vergognateve!”) e Juri (“Come sempre si salva solo il Capitano….Grazie Franc?”). Ergo, in attesa che la Roma torni a darci qualche reale soddisfazione, non possiamo che goderci sempre e solo lui. Francesco Totti, a 36 anni e mezzo, continua a dare l’esempio a tutti. Ai pi? giovani, ai principianti, ai presuntuosi e ai sopravvalutati. In una serata difficile e delicata, ha preso per mano la squadra da consumato leader. E se oggi parliamo di un risultato positivo, e non dell’ennesima debacle, lo dobbiamo a lui. Nove volte grazie, grande Capitano.

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