Roma-Genoa 'Te lo dico su Facebook': “Lo sentite? E' tornatooooooooo”

di Redazione, @forzaroma

(di Alessio Nardo) Come cambiano le cose. Quindici giorni fa, al termine del secondo derby perso in stagione, eravamo ai titoli di coda: “Roma alla frutta, campionato finito”.

Dopo due settimane, ci si risveglia e si scopre che il distacco di dieci punti dalla Lazio si è ridotto a quattro, e che il terzo posto, per quanto difficile, è tornato ad essere un obiettivo possibile. La Roma batte il Genoa, ritrova Osvaldo e si rilancia. Riviviamo la serata dell’Olimpico attraverso commenti e analisi del popolo giallorosso di Facebook.

L’undici di partenza è quasi obbligatorio, vista la lunga lista di assenti. Al centro della difesa riappare un biondino che sembra non rassicurare Valentina: “No Kjaer nooooooooooooooo ti prego!! Un piccolo acciacco dell’ultimo minuto?????????????”. Tuttavia, a sorpresa, non sono rivolti al danese e a José Angel gli “improperi pre-partita”. L’elemento maggiormente preso di mira è il buon Leandro Greco, confermato titolare a centrocampo. “Ma Greco non si infortuna mai?”, chiede il cattivo Gianluca. Rincarano la dose Fabrizio (“Ma quando la finiamo co sto Greco?”) e Valerio (“Greco no, metti Piscitella, Simplicio, chi te pare ma Greco no”). In molti avrebbero voluto ammirare dal 1′ l’unico acquisto del mercato di gennaio. E’ il caso di Roberto (“Marquinho che l’avemo preso a fà?”) e Valerio (“Ma un po’ di spazio a Marquinho no eh…??? Giusto per capire chi è…”). Non mancano i distratti. C’è chi chiede notizie di Totti, chi di Pjanic e Juan. Ci manca solo il messaggio di stupore per l’assenza tra i titolari di Burdisso. Luca ironizza: “Ma Cerezo non gioca?”.

Si parte, ed è subito show. Al 3′ Greco pesca in area Osvaldo, leggermente defilato a sinistra: l’italoargentino salta secco Marco Rossi e col destro, in diagonale, fulmina Sebastian Frey. E’ un gol splendido, che ricorda la prodezza di Julio Baptista alla Sampdoria (14 gennaio 2009) ed in parte il primo gol di Borini all’Inter in questa stagione. Pablito accende l’entusiasmo di Tiziana (“Lo sentite? E’ tornatooooooooooooooooo”), Paola (“Bravo Osvaldo…ci mancavi!”), Raffaele (“Sento il rumore del mitraaaaaaaaaa”) e Davide (“Si prevede grandinata. Evvai”). C’è anche chi, evidentemente, commenta lo status sbagliato: “Che carine…ciao Rita!!! Che bella torta…”, scrive Terry. Vabè, può capitare. Quel che conta è che la Roma, in vantaggio di un gol, soffra poco in difesa e crei costanti presupposti per il raddoppio. Frey nega il gol a Greco dalla distanza, Kjaer in area (sugli sviluppi di un corner) calcia sopra la traversa, Osvaldo va due volte vicino alla doppietta personale. E’ un piccolo show, ma il 2-0 tarda ad arrivare. L’elemento sottotono è argentino e veste la maglia numero otto. Troppi errori, appoggi sbagliati, scarsa lucidità. S’infervorano Dario (“Lamela ha rotto i c….i co sta suola!”), Andrea (“Lamela sta a giocà malissimo porco cane!!!”) e Vito (“Ma siamo sicuri che sia un fuoriclasse?”). Il primo tempo si chiude, Geronimo esprime il suo rammarico: “Mi aspettavo un gol di Totti…”. Anche noi. Invece neanche un tiro in porta dalla tribuna. Che delusione, Capitano.

Il tema del secondo tempo più o meno è lo stesso. La Roma gestisce il gioco e cerca il raddoppio, il Genoa fatica a creare, affidandosi esclusivamente alle invenzioni di Palacio. Al quarto d’ora Lamela lascia il posto a Bojan: l’attaccante spagnolo ha subito una grossa opportunità, ma in piena area, a due passi da Frey, sbaglia completamente il tiro, suscitando l’ira di Daniele (“Bojan tornatene in Spagna!”) e Matteo (“Ma rimandate in panchina Bojan per favore!”). I minuti trascorrono, l’1-0 non lascia tranquillo nessuno. Al 71′ Jorquera inventa per Palacio: l’ex Boca, tutto solo davanti a Stekelenburg, alza troppo il destro e colpisce la traversa. Più opportunità per la Roma nei minuti finali (Frey ottimo sul neoentrato Marquinho e Osvaldo), in difesa stradomina Gabriel Heinze, la cui venticinquesima presenza stagionale gli vale il rinnovo automatico del contratto per un’altra stagione. “Heinze migliore in campo! Giallorosso a vita!”, grida Salvatore. Dopo tre minuti di recupero, l’arbitro Giannoccaro fischia la fine. La Roma vince, il terzo posto torna nel mirino. Damiano dedica un pensiero ai cugini (“Lazie tremaaaaaaaaaaaaa”), Giuseppe litiga con l’italiano (“Grande Roma ma ci abbiamo mangiato troppi gol”), Lorenzo sintetizza lo stato d’animo del popolo giallorosso: “Sono stato tutto il secondo tempo col rischio che la pompa cardiaca mi saltasse per aria! Ora posso gioire!!”.

A mente fredda, come sempre, ci si divide. Largo il fronte dei critici: Valentino se la prende con la qualità globale della squadra (“Povero Luis Enrique: il suo progetto è bello ma,­ purtroppo, ha bisogno di giocatori che sappiamo almeno­ fare 3 passaggi di fila. Questi sono proprio scarsi­ tecnicamente”), Ralph con l’allenatore (“Otre i 3 punti non ho visto altro. Soffrire anche con un mediocre Genoa….Luis non mi piace e non sarà un eventuale terzo posto a farmi cambiare idea”), Marco si dimostra pessimista in vista della visita a San Siro, sabato prossimo (“Di positivo solo 3 punti, per il resto una Roma da far vomitare, inguardabile, il Milan ce ne fa un canestro”). Pronte le repliche del “fronte dei soddisfatti”. Vito si scalda (“Annatevene a fanc…o sempre a critica’ state.se semo magnati 2 gol fatti con Osvaldo e Bojan senno’ era NA goleada”) col conforto di Santina (“Va bene così. Sò punti”). Ebbene sì, sò punti. E oltre a far comodo, restituiscono un senso a quest’ultima parte di stagione.

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