‘RADIO PENSIERI’, NISII: “Roma incubatrice di talenti per gli altri, unico incedibile è Baldissoni”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Giancarlo Dotto (Teleradiostereo 92.7): “La strategia comunicativa di Pallotta comincia ad essere molto suicida, questo rapporto con i tifosi mi sembra minato già da parecchio tempo, ed è coinvolto anche Monchi perché più volte è stato imprudente. Una cessione da 75 milioni è enorme, ma è uno strappo per i tifosi che si aggiunge a quello di Nainggolan. Sembra che da Totti in poi non si possa investire in una nuova figura mitologica, ed il sospetto è che tutti questi ragazzini siano qui sono per fare pratica prima di essere ceduti. Il problema è che mentre la Juventus con Ronaldo ha fatto un’operazione onerosa, la Roma questo colpo della buona sorte ce l’aveva in casa, non avrebbe dovuto sostenere un’operazione finanziaria imponente. Nel momento in cui ti accorgi che anche a livello di leadership, serietà e prestanza fisica Alisson è molto importante, come fai a non costruirci sopra la figura mitologica di cui hai bisogno? Tu hai il possibile eroe dei prossimi 15 anni, avrebbero dovuto dirgli ben prima che sarebbe dovuto essere il nuovo Totti o il nuovo Falcao, e probabilmente facendo questo discorso Alisson sarebbe rimasto, anche perché non è un avido. Noi quest’anno abbiamo perso due certezze clamorose”.

Federico Nisii (Teleradiostereo 92.7): “Mi sembra che per molta gente sia stato più traumatico l’addio di Nainggolan che quello di Alisson. Lì le reazioni furono quasi scomposte a livello della dialettica e dei commenti, per Alisson c’è più rassegnazione. A me non vedere Alisson in porta toglie la vita, io sono fuori di me. Hanno ceduto Nainggolan perché è cattivo, Salah perché è andata così, stessa cosa per Ruediger e Alisson, praticamente in questa società l’unico incedibile è Baldissoni. Io non posso pensare che la politica della Roma in 8 anni abbia portato a mettere sempre in discussione i giocatori che l’anno precedente sono stati considerati i migliori. La Roma ormai è un’accademia, un’incubatrice di talenti per gli altri. La cessione di Alisson è arrivata proprio nell’anno in cui la Roma ha annusato le fasi finali della Champions, con tutte le conseguenze economiche che ne derivano. Io ad un certo punto mi ero detto che la Roma l’avrebbe tenuto, e invece è arrivato lo smacco. A questo punto attendo in entrata un calciatore che possa rimettere in panchina Under, e non è poco”.

Gabriele Ziantoni (Teleradiostereo 92.7): “La paura che aveva la Roma nei confronti di Nainggolan era che potesse crollare, anche perché non è che facesse questa vita da atleta. La Roma lo stava per cedere anche a dicembre, molto prima che arrivasse il video di capodanno, tant’è che qualcuno a Trigoria quando è uscito quel video si è sfregato le mani. È possibile che siano tutti cattivi? Non è che c’è qualcosa sotto? Non possiamo far altro che affidarci e fidarci di Monchi, sperando che trovi un portiere abbastanza bravo, anche se sarà difficile”.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Oggi Roma piange. Grazie alla sua bravura e alla sua età, Alisson aveva tutto per diventare il leader assoluto della Roma, leader che la Roma non ha. Senza di lui, la Roma non sarebbe andata avanti in Champions e probabilmente non sarebbe nemmeno arrivata tra le prime 4 del campionato. Questo è l’ottavo anno di Roma americana e non si è vinto niente, ogni anno sono stati venduti i pezzi migliori. Così non si va mai a dama. Con la vendita di Alisson, la Roma si è indebolita”.

Furio Focolari (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Senza Alisson la Roma non sarebbe arrivata in semifinale di Champions, ma non sarebbe nemmeno arrivata tra le prime quattro del campionato. Il brasiliano è stato fondamentale. Areola per me non è un portiere bravo. Per un tifoso la vendita di un grande giocatore non è mai un affare”.

Gianluca Lengua (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “La domanda è: cosa farà la Roma con i soldi che ricaverà dalla cessione di Alisson? Da Trigoria dicono che sarebbe stato folle non accettare un’offerta simile per un giocatore che hai pagato 8 milioni. Allo stesso tempo, dicono anche che con questi soldi verrà costruita una Roma migliore. Ora però voglio vederli questi colpi. La Roma deve puntare sull’acquisto dell’attaccante esterno destro, Under non può fare tutta la stagione da solo. Credo che verrà fatto un colpo importante in quel ruolo. La Roma potrebbe prendere qualcosa di grosso, forse anche meglio di Chiesa. Verrà abbassato il valore del portiere per innalzare quello dell’attaccante”.

Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “La cessione di Alisson è una pagina bruttissima della storia della Roma. Negli ultimi 13 mesi, sono andati via da Roma Alisson, Nainggolan, Ruediger, Emerson Palmieri, Paredes e Salah. Tutti giocatori di livello internazionale. Pallotta ride, ma ora la Roma deve farsi delle domande. Questa è una squadra che premia i tifosi o la dirigenza? Oggi il portiere è importante quanto un centravanti. C’è una crisi di portieri nel mondo, la Roma ci ha messo 20 anni per ritrovarne uno bravo. La Fiorentina può dire che Chiesa non si vende, ma a Roma si dice ’75 milioni non si possono rifiutare’”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Si sta creando un feeling tra la Roma e il Liverpool, una delle società più odiate dai tifosi giallorossi. Nell’arco di due anni, si sono presi due dei migliori giocatori della Roma”.

Francesco Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Non è la Roma che ha venduto Alisson, ma Alisson che si è venduto da solo. Trattenere un portiere a quelle cifre è impossibile per tutti tranne che per Barcellona e Real Madrid”.

Andera Di Caro (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Alisson? Non è vero che un portiere vale l’altro. Un portiere come lui vale come un grande attaccante. I tifosi della Roma devono essere tristi per aver visto andar via Szczesny e Alisson in due anni, ma è un affare economico”.

Antonio Felici (Centro Suono Sport 101.5): “Si può fare calcio anche senza Alisson, ma lo si fa un po’ meno bene. Si può prendere un portiere medio come Olsen. Immagino che Monchi farà un colpo a sorpresa, che però non può essere Chiesa. La Roma sta diventando l’accademia dei campioni. I giocatori arrivano, si affermano e vanno nei top club. Si è raggiunta una stabilità ad alti livelli ma i titoli non si vincono. C’è chi si accontenta e chi come me non si accontenta”.

Alessandro Austini (Teleradiostereo 92.7): “C’è scoramento perché parte il più forte passato di qua insieme a Dzeko, negli ultimi 7-8 anni. Probabilmente il giocatore più forte della storia della Roma, pur giocando solo una stagione. Capisco la delusione, ma non mi capacito di come la gente sia sorpresa e che continui a non capire come lavora questa società. Probabilmente non lo capiranno finché non si vincerà qualcosa. Non si può rimproverare a Monchi di aver detto che Alisson non sarebbe partito. Loro per il ruolo che ricoprono devono mentire. Chiesa è il colpo che farebbe al caso dei giallorossi, ma ad oggi parlare di lui è rischioso”.

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Andrea Di Carlo (Teleradiostereo 92.7): “Suso è un buon giocatore, ma serve un nome che stuzzica un po’ di più dopo l’addio di Alisson. Il brasiliano è tra i primi tre della storia della Roma”.

Franco Melli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Sembra che la trattativa per Olsen sia più avanzata rispetto a quella per Areola. Se è così vuol dire che prendi un citofono per sostituire un campione. La Roma doveva muoversi prima su Perin e anticipare la Juve”

Roberto Renga (Radio radio Mattino – 104,5): “Per la cessione di Alisson io sarei d’accordo solo se la Roma prendesse Oblak. Se Donnarumma guadagnasse meno sarebbe un’altra bella idea. In attacco Chiesa secondo me è impossibile. Alla fine vedrete che prenderà Berardi, un buon giocatore se torna quello di tre anni fa”

Stefano Agresti (Radio Radio Mattino – 104,5): “Io penso che l’appaluso a Monchi per la cessione di Alisson glielo fa Pallotta, non i tifosi. Sostituto? Sarebbe intrigante Donnarumma, ma guadagna troppo. Sarà Areola l’erede di Alisson, a meno che lo sceicco del Psg si metta di mezzo. Olsen e Chiesa? Credo che sarà quasi impossibile che andrà via dalla Fiorentina a meno che arrivi un’offerta fuori mercato”

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Con la cessione di Alisson io non applaudo Monchi ma lo capisco, perché il giocatore si era già messo d’accordo con il Real Madri e così la Roma ha cercato di ricavare il massimo grazie ai club inglesi. Nel mondo ci sono 4 o 5 portieri che sono al di sopra degli altri, ma per fare bene basta un portiere normale”

Mario Mattioli (Radio Radio Mattino – 104,5): “Ieri sullo stadio Baldissoni ha detto delle cose per imbonirsi quei tifosi che credono a tutto, con Pallotta che da un paio di mesi è sparito. Chi lavora all’indagine la pensa al contrario rispetto al dg della Roma. Non si deve prendere per il naso la gente. La cessione di Alisson? Vuol dire che il prossimo anno se un giocatore della Roma farà bene, verrà ceduto. Ma quando diventa grande la Roma? Ad oggi il club giallorosso è dietro all’Inter e al Napoli. Un club che valorizza e vende può essere l’Atalanta, non la Roma”

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