Stadio Roma, chiusa l’indagine: in venti rischiano il processo

Per i pm, che hanno stralciato il filone investigativo sui finanziamenti alla politica, Prosperetti ha “abusato della sua qualità e dei suoi poteri di pubblico ufficiale”

di Redazione, @forzaroma

Arrivata la conclusione del primo filone d’indagine della Procura di Roma, ribattezzato “Operazione Rinascimento”, in venti rischiano di finire sotto processo, accusati a vario titolo di aver fatto parte di un sistema corruttivo che ruotava intorno al progetto Tor di Valle. Come riportato nell’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”, i pm hanno notificato l’atto di chiusura indagini innanzitutto a Luca Parnasi, l’imprenditore dominus del sistema corruttivo, che ha cercato di indirizzare a suo favore le procedure amministrative, per provare a ottenere accelerazioni e approvazioni.

Intorno alla figura del soprintendente Francesco Prosperetti ruota forse la circostanza più imbarazzante per il progetto. Per i pm, che hanno stralciato il filone investigativo sui finanziamenti alla politica, Prosperetti ha “abusato della sua qualità e dei suoi poteri di pubblico ufficiale”. Il soprintendente in cambio della “archiviazione della proposta di apposizione del vincolo” avrebbe indotto “indebitamente Parnasi” ad affidare al suo amico architetto Paolo Desideri “l’incarico professionale di progettazione della ricollocazione e ricostruzione di una campata strutturale dell’ex Ippodromo Tor Di Valle (per un corrispettivo complessivo di oltre 200.000 euro, parzialmente corrisposto al Desideri) quale adempimento necessario”.

(A. Catapano)

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