Roma, rieccoti la Champions. Ma ora serve il cambio di passo

Nell’era Usa solo due vittorie su 14 partite nella competizione. Di Francesco cerca la terza per aprire scenari nuovi nel girone. All’Olimpico 40 mila spettatori

di Redazione, @forzaroma

Da quando la Roma è di proprietà americana, in Champions League ha vinto soltanto 2 partite su 14. Cska Mosca e Bayer Leverkusen, una volta all’anno come fosse un controllo medico, poi stop. Basti questo per capire che razza di salita la Roma ha davanti in un girone che comprende pure il Chelsea. E se poi la prossima avversaria si chiama Atletico Madrid, che una Champions fa s’è arreso fuori casa solamente a Bayern e Real Madrid, il quadro è chiaro, scrive Davide Stoppini su “La Gazzetta dello Sport“.

Salita dura, ma la bici di Eusebio Di Francesco è pronta. Per poter sperare di giocarsi la qualificazione, martedì contro l’Atletico servirebbe una vittoria. Servirebbe un Olimpico a spingere Dzeko e compagni, cancellerebbe il fastidio per la sconfitta con l’Inter di due settimane fa. E riscriverebbe il destino di un girone a quel punto davvero tutto da giocare. Pieno non sarà, l’Olimpico. Ci sarà il presidente James Pallotta, intorno a lui è immaginabile pensare a poco meno di 40mila spettatori. A ieri la prevendita dei biglietti si attestava intorno ai 16 mila tagliandi, da aggiungersi ai 14 mila mini abbonamenti Champions sottoscritti. Totale parziale 30 mila. Tre punti con l’Atletico Madrid varrebbero una grande serata. Di più: varrebbero la serata europea migliore dell’era Usa.

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